Allegri ha fatto la rivoluzione. Questa è tutta un’altra Juve

Il tecnico chiede maggior possesso palla e vuole che la squadra aggredisca alta. E Perin ammette: "Stiamo cambiando, spesso impostiamo il gioco dal basso"
Allegri ha fatto la rivoluzione. Questa è tutta un’altra Juve© Juventus FC via Getty Images

LOS ANGELES - È una rivoluzione ed è in corso. Una rivoluzione tattica. Oggettivamente, fino ad ora la si è vista poco: ma i lavori procedono. Roma non è stata costruita in un giorno e pure alla nuova Juve serve più di qualche settimana per reinventarsi. Agli ordini di Massimiliano Allegri le full immersion a tema sono state parecchie in questi giorni di lavoro americani e proseguiranno a ritmi ancor più serrati ora che il gruppo, alla Continassa, sarà quasi al completo con infortunati recuperati e nuovi acquisti. Una rivoluzione che mira ad una Juventus che attui un gioco un po' più europeo. Presente, no?, il principio per cui c'è una tesi, una antitesi e poi si giunge a una sintesi. Ecco alla Juventus sta accadendo più o meno questo: dal Sarrismo spinto e calcio totale cui tendeva Andrea Pirlo si è passati al calcio-corto muso del Massimiliano Allegri old style. Né l'uno né l'altro filone è risultato aureo. A questo punto la via di mezzo: sempre con Allegri, ma mediante un approccio diverso al pallone.

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Andiamo a comandare

Indicativo è stato l'allenamento sul giro-palla veloce che abbiamo raccontato nei giorni scorsi: «Veloci! Sul piede giusto del compagno! Così c'è una tempo di gioco in meno!». Ad alto ritmo, ad alta intensità. E poi le dichiarazioni, via-via. Allegri dixit: «Bisogna migliorare parecchio sul comandare il gioco». Danilo: «Dobbiamo imparare a essere arroganti e stiamo provando proprio questo, anche nel gioco, in questi giorni di allenamento. Tenere palla, essere arroganti nella loro metà campo, quando siamo in fase di possesso, per vincere le partite». Persino Chiellini ha parlato in quest'ottica dicendo che: «Ho visto energie fresche, forze fresche: forse la mia partenza serviva anche a questo».

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Vista dalla porta

Ieri ce ne ha raccontato nel dettaglio Mattia Perin. Ha spiegato specificamente in cosa consista questa rivoluzione tattica in corso alla Juventus, finora provata molto e intravista poco ma che potrebbe rappresentare una svolta per la squadra e per Allegri stesso, che peraltro ha appena accolto nello staff il "dezerbiano" Paolo Bianco, che cura la tattica. «Credo che il mister ci abbia dato un imprinting diverso quest'anno, ha capito che per alzare il nostro livello era una necessità. Poi non bisogna estremizzare le cose: quando bisogna calciare la palla lo si fa... Il mister ci ha portato questa nuova idea e noi l'abbiamo accolta a braccia aperte», ha spiegato il portiere protagonista di due strepitose prestazioni contro il Barcellona e il Real Madrid. E ancora: «Stiamo impostando la costruzione da dietro: far uscire palla da dietro. C'è massima disponibilità di farlo: ovviamente dobbiamo metabolizzarlo bene, dobbiamo avere più sinergia tra di noi. Ma la cosa più importante è che tutti i miei compagni vogliono giocare così. C'è coesione, c'è divertimento. Sono sicuro che con il passare del tempo certi meccanismi saranno sempre più facili da imparare e da mettere in pratica».

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Gli innesti

E dunque, ricapitolando. Costruzione da dietro, uscita palla bassa dal portiere. Giro palla veloce, più che in passato. Baricentro più alto, in modo da essere "arroganti" con l'avversario. In fase di non possesso, recupero palla quanto prima: ma questo già c'era, abbastanza, tra i principi di gioco di Allegri. In teoria, ci sarà da divertirsi. In pratica, però, servono giocatori quanto più possibile tecnici. Ecco perché Massimiliano Allegri chiede insistentemente a metà campo Paredes (o Pjanic?), ecco perché Milinkovic Savic ogni tanto continua a fare capolino.

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