Juve, Fagioli ha convinto Max: idee, tiri e voglia di gol

La prossima settimana il centrocampista è atteso dal rinnovo fino al 2026 e il 15 agosto giocherà titolare con il Sassuolo. Toccherà a lui sostituire Pogba
Juve, Fagioli ha convinto Max: idee, tiri e voglia di gol© www.imagephotoagency.it

TORINO - Dal Sassuolo al Sassuolo, tre anni e undici mesi dopo. E’ il tempo che lunedì 15 agosto, giorno del debutto in campionato della Juventus contro i neroverdi, sarà trascorso da sabato 15 settembre 2018, vigilia di un altro Juventus-Sassuolo, passato alla storia per i primi gol bianconeri di Cristiano Ronaldo. In quella vigilia Massimiliano Allegri fece una rivelazione: «Nella Juventus c’è un ragazzo, un 2001, che si chiama Fagioli, che è un piacere veder giocare».

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A Ferragosto Allegri si prenderà quasi certamente il piacere di vedere Fagioli giocare a calcio per la prima volta da titolare nella Juventus in Serie A (lo ha già fatto in Coppa Italia, con Pirlo). E Fagioli, tornato dopo aver guidato la Cremonese alla promozione in Serie A nella scorsa stagione, proverà a prendersi la Juventus, obiettivo che ha in testa da quando a 14 anni aveva lasciato proprio il grigiorosso per passare in bianconero. Obiettivo che il ventunenne centrocampista comincerà a raggiungere ancora prima dell’esordio da titolare allo Stadium: perché a metà della prossima settimana firmerà il rinnovo del contratto che lo legherà alla Juventus fino al 2026. L’accordo è stato di fatto già raggiunto negli incontri degli ultimi giorni tra il suo agente Andrea D’Amico e il ds bianconero Federico Cherubini.

Juve, Fagioli e la fiducia di Allegri

Apposta la firma dei suoi sogni (tifa Juve fin da bambino), Fagioli poi dovrà realizzare il resto, di quei sogni. La parte più importante, quella che ha a che fare con il campo: perché se il posto da titolare contro il Sassuolo sembra esserselo conquistato (ma dovrà confermare di meritarselo anche domenica a Tel Aviv contro l’Atletico Madrid), quel che verrà dopo dovrà sudarselo. E la concorrenza a metà campo aumenterà velocemente, perché potrebbe arrivare Paredes e perché Rabiot rientrerà dopo aver scontato la giornata di squalifica, se sarà sempre bianconero (di entrambe le situazioni parleremo dopo). Di certo, però, il rinnovo è una dimostrazione importante della fiducia della società e di Allegri, che gli sta affidando il ruolo di mezzala offensiva e di qualità che sarebbe stato di Paul Pogba. Fagioli per molte caratteristiche, oltre che per lo spessore assoluto, è decisamente diverso dal Polpo, ma ha in comune con lui tecnica e fantasia, capacità di saltare l’uomo e inventare la giocata sorprendente (vedasi il gol da oltre centrocampo sfiorato in Juventus-Chivas), sia in fase di rifinitura che di conclusione. Oggi è lui l’uomo designato ad accendere il centrocampo bianconero fino al ritorno del Polpo. E magari anche dopo, assieme al francese.

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Attesa Paredes

Come detto, però, il compito di Fagioli si farà più difficile con il passare delle settimane, perché la concorrenza aumenterà. Non solo perché poco prima di Pogba (del quale parliamo a pagina 7) rientrerà McKennie, ma anche perché come detto dalla seconda giornata sarà disponibile Rabiot. A meno che nel frattempo il Monaco non si qualifichi alla fase a gironi della Champions eliminando il Psv Eindohoven (in campo in Olanda martedì, 1-1 all’andata) e non presenti un’offerta che convinca sia la Juventus sia il francese. Dal mercato potrebbe però arrivare anche un concorrente in più per Fagioli: Leandro Paredes, che permetterebbe ad Allegri di utilizzare da mezzala Locatelli. Operazione subordinata però al prestito di Arthur al Valencia: «C’è interesse, speriamo possa concretizzarsi», ha confermato il suo agente Federico Pastorello ieri a Milano. Perché accada gli spagnoli devono liberare un posto da extracomunitario cedendo Marcos André o Maxi Gomez, sul quale c’è il Galatasaray. Ceduto Arthur, la Juventus accelererà nella trattativa per Paredes con il Psg: posizioni lontane, prestito con diritto di riscatto e cessione definitiva a 20 milioni, ma filtra fiducia sulla possibilità di trovarne una intermedia che metta tutti d’accordo.

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