Juve, Vlahovic in fase no: ora chiede aiuto alla Serbia per tornare al gol

L’attaccante è a secco da fine agosto e attraversa un periodo duro. In bianconero non riesce più a segnare: la Nazionale è il modo migliore per ritrovare il sorriso
Juve, Vlahovic in fase no: ora chiede aiuto alla Serbia per tornare al gol© LAPRESSE

TORINO - Si chiama Serbia il segreto in... serbo di Dusan Vlahovic per tirarsi fuori dal pantano in cui, nelle ultime settimane, si è inzuppato fino alle caviglie. Le recenti prestazioni con la Juventus, in fondo, sono sembrate un po' quelle di chi, alle prese con l'appiccicume dell'argilla, si riscopre impacciato nei movimenti, parte integrante di un momento di confusione collettiva anziché brillante soluzione a quell'equazione di terzo grado che è oggi la squadra di Allegri. Una fase di difficoltà che, nell'animo dell'attaccante di Belgrado, si è tradotta in frustrazione, irritazione, nervosismo, azionando un circolo vizioso che lo ha reso sempre più frenetico e sempre meno pulito tecnicamente. E allora, per ritrovare il tepore di un raggio di sole tra le nubi, ecco che la sosta per le Nazionali può rappresentare il più prezioso appiglio, per cancellare via le negatività dalla lavagna della mente e tornare a cullare i dolci pensieri che ispira una rete che si gonfia.

Vlahovic, i numeri

Il ruolino del bomber classe 2000 con la Serbia, d'altronde, parla chiaro: 14 presenze e 7 reti, non serve nemmeno la calcolatrice per far di conto. Un bottino che Vlahovic intende integrare fin da questa sera, nella sfida casalinga alla Svezia, e poi magari anche martedì prossimo, in quella trasferta in Norvegia che verosimilmente deciderà le sorti del girone di Nations League ed emetterà una sentenza sulla promozione nella massima divisione del torneo della Uefa: tra DV9 e Haaland festeggerà uno soltanto. Lo scontro diretto con il fenomenale coetaneo del Manchester City non potrà che rappresentare un ulteriore stimolo oltre a quelli già assicurati dal fatto di vestire la casacca della Nazionale: «Non vedevo l'ora di essere nuovamente qui: il ct Stojkovic l'ultima volta mi ha aiutato a guarire da un infortunio e devo ringraziarlo – le parole di Vlahovic dal ritiro di Stara Pazova –. Allora avevo soltanto potuto soltanto fare il tifo per i miei compagni da fuori, ma ora sono pronto e felice di giocare: vogliamo conquistare il massimo dei punti a disposizione per salire nella Serie A della Nations League».

Juve, Vlahovic a secco

Una finestra proficua in Nazionale, d’altronde, non potrebbe che riverberare luce positiva anche sul suo rientro alla Continassa, in vista di un ciclo di gare prima di Qatar 2022 già decisivo. Gli ingranaggi della macchina da gol serba si sono incastrati troppo presto, dopo un confortante avvio con quattro gol in quattro gare: Vlahovic, infatti, non segna addirittura dal 31 agosto con lo Spezia, quasi un’era geologica per un bomber della sua statura. Nelle ultime quattro partite di fila (Psg, Salernitana, Benfica e Monza) soltanto colpi a salve, con la trasferta in Brianza che ha probabilmente rappresentato il punto più basso: un solo tiro in porta e appena 10 passaggi completati, a fronte di ben 16 palle perse. Per gli amanti delle statistiche, uno dei dati di maggior rilievo è quello che racconta di una rete ogni 178’, praticamente ogni due gare, mentre l’ultimo arrivato Milik viaggia a una media di una rete ogni 97, praticamente una a partita (e nel conteggio manca, giocoforza, quella allo scadere con la Salernitana...). Ecco perché questa sosta non è una parentesi secondaria, ecco perché anche da Torino la sfida di questa sera a Belgrado con la Svezia sarà monitorata con un occhio di riguardo. Ritrovarsi impantanati è un attimo, ma uscirne – per un talento cristallino come Vlahovic – anche.

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