Pagina 2 | Juventus, quando va in aula il processo. La domanda è dove

TORINO - Nel giorno in cui la squadra di Allegri – una parte, almeno – si ritrova alla Continassa per riprendere la preparazione in vista del nuovo via al campionato, la Juventus si appresta a correre su due binari anche fuori dal campo. A velocità differenti, però. Il filone sportivo dell’inchiesta che ha messo nel mirino i conti del club bianconero, infatti, avrà tempi abbastanza snelli: ragionevole pensare a un paio di gradi di giudizio, esecutivi fin dal primo, entro la fine della Serie A corrente. Motivo per cui, quello che ripartirà il 4 gennaio da Cremona, avrà le fattezze di un campionato “virtuale”: i verdetti del rettangolo verde potrebbero essere ritoccati prima del gong da eventuali punti di penalizzazione e più in generale, anche in assenza di sanzioni, la spada di Damocle penderà per mesi sulla testa dei bianconeri e anche nelle tabelle – che siano per lo scudetto o per la zona Champions – delle dirette concorrenti.

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La data dell'udienza preliminare

La giustizia ordinaria, invece, viaggia inevitabilmente a ritmi meno serrati. Il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello hanno chiesto il rinvio a giudizio della Juventus, di Andrea Agnelli e di altre undici figure apicali del club, o ormai ex, in data 30 novembre e ora l’attesa è per l’annuncio del Gip e, a rimorchio, della data dell’udienza preliminare. Una data, però, che non dovrebbe trovare collocazione a stretto giro di posta: verso febbraio, verosimilmente, e magari nella seconda parte del mese. Uno scenario che apre a tempi decisamente lunghi – a patto che il fascicolo non venga archiviato, naturalmente – tra dibattimento e gradi di giudizio vari. Tempi che, in realtà, potrebbero dilatarsi ulteriormente qualora la Procura Generale della Cassazione di Roma dovesse accogliere l’istanza della Juventus, che ha chiesto di ritenere competente la Procura della Repubblica di Milano, dal momento che lì ha sede la Borsa Italiana, dove il club bianconero è quotato. È evidente, infatti, che la trasmissione degli atti e il loro studio approfondito da parte di un nuovo pool di pm imporrebbe un ulteriore allungamento delle tempistiche, con ogni probabilità ben oltre la prossima estate. Almeno questo passaggio, se non altro, arriverà a breve, dato che l’istanza bianconera è del 28 novembre (antecedente la richiesta dei rinvii a giudizio, dunque) e di conseguenza la Procura Generale della Cassazione si dovrebbe pronunciare entro il 18 dicembre. A meno che, di fronte a un rifiuto a spostare l’eventuale processo al Foro di Milano, o in seconda battuta a quello di Roma, la Juventus non rinnovi la richiesta anche al Gup torinese durante l’udienza preliminare.

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La richiesta di 13 rinvii a giudizio complessivi da parte dei pm

Le certezze, intanto, si annidano intorno alla richiesta di tredici rinvii a giudizio complessivi da parte dei pm, che agli indagati contestano quindici presunti illeciti. Illeciti che riguarderebbero, in particolare, la diffusione di notizie false circa la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società, concretamente idonee a provocare un’alterazione del prezzo delle azioni ordinarie quotate al Mercato Telematico Azionario della Borsa Italiana o a consentire di proseguire indebitamente la negoziazione del titolo presso la Borsa stessa; la diffusione di false comunicazioni sociali, con conseguente ostacolo alle funzioni di vigilanza della Consob; l’esposizione di fatti materiali non rispondenti al vero nonché omissioni di fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge; l’indicazione di elementi fittizi avvalendosi di fattura riferita in tutto o in parte a operazioni inesistenti o, ancora, l’indicazione di elementi passivi fittizi nelle dichiarazioni Iva consentendo di detrarre indebitamente detta imposta.

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La data dell'udienza preliminare

La giustizia ordinaria, invece, viaggia inevitabilmente a ritmi meno serrati. Il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello hanno chiesto il rinvio a giudizio della Juventus, di Andrea Agnelli e di altre undici figure apicali del club, o ormai ex, in data 30 novembre e ora l’attesa è per l’annuncio del Gip e, a rimorchio, della data dell’udienza preliminare. Una data, però, che non dovrebbe trovare collocazione a stretto giro di posta: verso febbraio, verosimilmente, e magari nella seconda parte del mese. Uno scenario che apre a tempi decisamente lunghi – a patto che il fascicolo non venga archiviato, naturalmente – tra dibattimento e gradi di giudizio vari. Tempi che, in realtà, potrebbero dilatarsi ulteriormente qualora la Procura Generale della Cassazione di Roma dovesse accogliere l’istanza della Juventus, che ha chiesto di ritenere competente la Procura della Repubblica di Milano, dal momento che lì ha sede la Borsa Italiana, dove il club bianconero è quotato. È evidente, infatti, che la trasmissione degli atti e il loro studio approfondito da parte di un nuovo pool di pm imporrebbe un ulteriore allungamento delle tempistiche, con ogni probabilità ben oltre la prossima estate. Almeno questo passaggio, se non altro, arriverà a breve, dato che l’istanza bianconera è del 28 novembre (antecedente la richiesta dei rinvii a giudizio, dunque) e di conseguenza la Procura Generale della Cassazione si dovrebbe pronunciare entro il 18 dicembre. A meno che, di fronte a un rifiuto a spostare l’eventuale processo al Foro di Milano, o in seconda battuta a quello di Roma, la Juventus non rinnovi la richiesta anche al Gup torinese durante l’udienza preliminare.

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