Pagina 2 | Juventus, manovra stipendi e inchiesta Prisma: fine marzo tra due fuochi

TORINO - Il procuratore federale Giuseppe Chiné avrebbe chiesto alla procura generale dello sport un’ulteriore proroga di venti giorni per l’inchiesta, i cui termini scadevano domani, sulle manovre stipendi della Juventus che include i compensi fittizi agli agenti e in cui è confluito anche il secondo filone delle plusvalenze. Non è la prima volta che Chiné allunga i tempi di chiusura delle indagini: già a gennaio aveva ottenuto 40 giorni in più per valutare la posizione delle altre società (Atalanta, Bologna, Udinese, Cagliari, Sampdoria e Sassuolo) con le quali le plusvalenze bis erano state perfezionate, adesso è costretto a chiedere altro tempo perché deve ancora esaminare le oltre mille nuove pagine dell’inchiesta Prisma che sono finite sulla sua scrivania e che comprendono gli interrogatori di Paulo Dybala e di Rolando Mandragora, ascoltati nelle settimane scorse dalla Guardia di Finanza.

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Altro che pausa

Calendario alla mano, le indagini proseguiranno fino a fine marzo proprio quando è fissata, lunedì 27 presso il Tribunale di Torino, l’udienza preliminare dell’inchiesta Prisma sui conti della Juventus di fronte al Gup Marco Picco. Si profila dunque un fine mese bollente per i dirigenti della Juventus: mentre la squadra può lavorare con calma sfruttando la pausa per le Nazionali, anche se oltre metà giocatori lasceranno la Continassa, i legali bianconeri, che hanno ottenuto i primi tre punti a favore con la sentenza del Tar del Lazio che obbliga Covisoc e procura federale a consegnare al club la lettera contenente i “chiarimenti interpretativi” sulla vicenda delle plusvalenze, saranno chiamati agli straordinari perché dovranno fronteggiare la battaglia su più fronti (giustizia ordinaria e sportiva). E mentre al’orizzonte si profila un nuovo processo sportivo (verso maggio) quello ordinario è dietro l’angolo.

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Cosa succederà

Il primo atto dell’udienza preliminare, che sarà a porte chiuse e che vede tra gli imputati l’ex presidente Andrea Agnelli e gli ex dirigenti Pavel Nedved, Fabio Paratici e Maurizio Arrivabene, oltre che il club stesso, sarà la costituzione delle parti civile con il Codacons che a ottobre ha lanciato una “class action” a tutela di tifosi e piccoli azionisti. Dopodiché il Gup affronterà la questione della competenza territoriale con la richiesta degli avvocati della Juventus di spostare il processo a Milano o, in alternativa, a Roma perché è lì che si sarebbe consumato l’aggiotaggio informativo relativo alla comunicazione, ritenuta falsa, del decurtamento dei quattro stipendi in periodo Covid. Merlo ha tre strade: accogliere l’istanza, respingerla oppure inviarla in Cassazione affinché decidano in quella sede.

CDA, voto rinviato

Il Cda, che si è riunito ieri per approvare il bilancio semestrale, ha rinviato il voto. Nella nota del club, il Cda presieduto dal presidente Gianluca Ferrero ha fissato la prossima riunione tra il 22 e il 24 marzo per consentire il completamento dell’esame degli atti dell’inchiesta Prisma depositati dalla Procura a fine febbraio.

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Altro che pausa

Calendario alla mano, le indagini proseguiranno fino a fine marzo proprio quando è fissata, lunedì 27 presso il Tribunale di Torino, l’udienza preliminare dell’inchiesta Prisma sui conti della Juventus di fronte al Gup Marco Picco. Si profila dunque un fine mese bollente per i dirigenti della Juventus: mentre la squadra può lavorare con calma sfruttando la pausa per le Nazionali, anche se oltre metà giocatori lasceranno la Continassa, i legali bianconeri, che hanno ottenuto i primi tre punti a favore con la sentenza del Tar del Lazio che obbliga Covisoc e procura federale a consegnare al club la lettera contenente i “chiarimenti interpretativi” sulla vicenda delle plusvalenze, saranno chiamati agli straordinari perché dovranno fronteggiare la battaglia su più fronti (giustizia ordinaria e sportiva). E mentre al’orizzonte si profila un nuovo processo sportivo (verso maggio) quello ordinario è dietro l’angolo.

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