Giustizia sportiva, senza trasparenza non c'è credibilità

Cosa diavolo c’è di così compromettente in quella lettera del 14 aprile? Perché è stata sempre negata la sua visione?

Spiegano che sostanzialmente è una questione di principio. Cioè, la Figc non ce l’ha con la Juventus, ma non può ammettere in nessun modo che si esca dal sistema della giustizia sportiva prima della fine di un procedimento. Ecco perché ricorrerà, insieme alla Covisoc, al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar, che dava ragione alla Juventus e ai suoi dirigenti nel caso del carteggio mai svelato fra la Procura e la Covisoc. Anche perché potrebbe creare un precedente giurisprudenziale pericoloso (il che non è sbagliato).

Se queste erano le intenzioni, bisogna anche calcolare i risultati ottenuti con questa scelta. Primo: ora siamo tutti spasmodicamente curiosi di conoscere il contenuto di quel carteggio difeso come il Piave da Covisoc e Procura Federale. Cosa diavolo c’è di così compromettente in quella lettera del 14 aprile? Perché è stata sempre negata la sua visione? Se davvero non contiene nulla di particolare è necessario tutto questo casino? Non basta mostrarla, spernacchiare i legali che l’hanno chiesta e andare avanti con il resto (che ce n’è)? Secondo: ancora una volta la mancanza di trasparenza del meccanismo di giustizia sportiva ne mina alle fondamenta la credibilità. Quale giustizia giusta reagisce in modo così ostile all’intervento di un Tribunale dello Stato che invita al rispetto della Costituzione e dei suoi principi?

Il Tar dà ragione alla Juve: cosa significa. E occhio alla Figc
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Il Tar dà ragione alla Juve: cosa significa. E occhio alla Figc

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