Pagina 2 | Marchisio, Allegri e la nuova Juventus: "Serve la fame di Conte”

MILANO - Eleganza e stile sono sempre state le caratteristiche di Claudio Marchisio giocatore. Caratteristiche condivise nella settimana della Moda anche dall’uomo 4GIveness che lo ha scelto come nuovo testimonial della collezione SS24.

Come può ripartire la Juve?

«Rifondare non è mai semplice. Credo che queste settimane serviranno per togliersi dalla testa tante tensioni accumulate in una stagione lunga e complicata. E per chi rimarrà servirà per tornare carico e ripartire…»

Uno di questi è sicuramente Pogba…

«Quello che è successo a lui e alla sua famiglia è una cosa gravissima. Difficili essere sereni, pensare al campo. Ma Paul sa che deve dare tanto a questa maglia. Sa che quest’anno non ci è riuscito. Mi auguro che l’anno prossimo si riveda il vero Paul».

A proposito di testa: Vlahovic ha bisogno di tornare se stesso?

«Quando si parla di Dusan si parla di un potenziale campione. Ci sono stati degli infortuni, degli errori del giocatore, ma dall’altra parte ci deve essere un allenatore che riesca a migliorarlo, a farlo rendere al meglio. Tante volte anche per la tipologia di gioco l’allenatore non ha aiutato Dusan. Vlahovic qualità ne ha tante. Io mi auguro che possa rimanere. Può migliorare tantissimo e bisogna puntare su un giocatore che ha margini di crescita come lui».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Si parla di tanti giovani italiani per la prossima Juventus. Da Casadei a Frattesi…

«Casadei l’ho potuto ammirare ai Mondiali in Sud America. Non mi ha sorpreso il talento ma la sua crescita personale, credo merito anche dell’esperienza all’estero. È pronto. C’è lui, ci sono ragazzi come Miretti, Fagioli e Rovella. E poi c’è anche un altro giocatore che a me piace tanto che è Frattesi che è sul taccuino di molte società. Sarei molto felice di vederlo alla Juventus anche perché ci lega una forte amicizia. Mi auguro che possa finalmente avere l’opportunità di giocare ad alti livelli perché lo merita. Ne ha bisogno anche il suo percorso: gli serve una squadra che lo faccia crescere a livello internazionale».

Allegri può essere la persona giusta?

«Io e tanti altri miei compagni abbiamo avuto la fortuna di incontrare, dopo due settimi posti, un allenatore che aveva fame. E quella fame è riuscito a trasmetterla a noi giocatori. La Juventus ha bisogno ancora di quello. Bisogna cercare di ritrovare un gruppo forte e aver di nuovo fame, tanta…».

La Juventus avrebbe bisogno di un grande campione in società?

«Per me ci sarebbe sempre bisogno di grandi giocatori. Maldini ha costruito qualcosa di unico. Ma il calcio di oggi preferisce i manager a chi ha giocato e vissuto lo spogliatoio. Se uno di noi deve tornare alla Juventus deve essere non con un ruolo di facciata, ma operativo: cercando di dare con la propria esperienza un contributo alla squadra».

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Si parla di tanti giovani italiani per la prossima Juventus. Da Casadei a Frattesi…

«Casadei l’ho potuto ammirare ai Mondiali in Sud America. Non mi ha sorpreso il talento ma la sua crescita personale, credo merito anche dell’esperienza all’estero. È pronto. C’è lui, ci sono ragazzi come Miretti, Fagioli e Rovella. E poi c’è anche un altro giocatore che a me piace tanto che è Frattesi che è sul taccuino di molte società. Sarei molto felice di vederlo alla Juventus anche perché ci lega una forte amicizia. Mi auguro che possa finalmente avere l’opportunità di giocare ad alti livelli perché lo merita. Ne ha bisogno anche il suo percorso: gli serve una squadra che lo faccia crescere a livello internazionale».

Allegri può essere la persona giusta?

«Io e tanti altri miei compagni abbiamo avuto la fortuna di incontrare, dopo due settimi posti, un allenatore che aveva fame. E quella fame è riuscito a trasmetterla a noi giocatori. La Juventus ha bisogno ancora di quello. Bisogna cercare di ritrovare un gruppo forte e aver di nuovo fame, tanta…».

La Juventus avrebbe bisogno di un grande campione in società?

«Per me ci sarebbe sempre bisogno di grandi giocatori. Maldini ha costruito qualcosa di unico. Ma il calcio di oggi preferisce i manager a chi ha giocato e vissuto lo spogliatoio. Se uno di noi deve tornare alla Juventus deve essere non con un ruolo di facciata, ma operativo: cercando di dare con la propria esperienza un contributo alla squadra».

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