© Alessandro Falzone/Agenzia Aldo Liverani sasToglietemi tutto, ma non Rabiot. Non si sarà espresso in questi termini Massimiliano Allegri, ma il concetto sull’indispensabilità di avere “Cavallo Pazzo” in formazione è passato chiaro e forte, tant’è che il club bianconero ha fatto di tutto pur di prolungare ancora di un anno il contratto del francese. E dopo il distacco per la tournée negli States, alla quale il centrocampista non ha partecipato per curarsi dai problemi muscolari al polpaccio che si sono riacutizzati a giugno in Nazionale, oggi Allegri potrà riabbracciare il suo pupillo.
Juventus, il ritorno di Rabiot
Come annunciato, Rabiot torna ad allenarsi in gruppo, il segnale che il centrocampista è guarito e completamente recuperato: normale che scalpiti, dopo oltre due settimane trascorse in solitaria alla Continassa tra terapie e lavoro in palestra, per ritrovarsi finalmente con i compagni e riannodare i fili di una nuova stagione dopo l’ultima da record. Infatti, è un Rabiot sorridente e canterino quello che ieri pomeriggio si è recato alla Continassa, come i tifosi hanno potuto vedere dal video postato su Instragram. Da oggi a sabato Allegri avrà anche il tempo per valutare se il francese potrà essere già a disposizione per l’amichevole di Cesena contro l’Atalanta, magari soltanto per uno spezzone di partita, oppure se lo si vedrà in campo direttamente a Udine, domenica 20 agosto. L’obiettivo resta il debutto in campionato per vederlo al top e per trascinare da subito la squadra.
Già l’anno scorso Allegri considerava Rabiot un punto fermo della nuova, nascente Juventus, immaginando in estate il centrocampo formato da Adrien, Paredes e Pogba, più Locatelli a fare il primo che subentrava. Non è stato così, tra infortuni (per il Polpo) e difficoltà di inserimento (per l’argentino), ma Rabiot non ha smentito la fiducia riposta in lui centrando la migliore annata della sua carriera con 11 gol e sei assist distribuiti in 48 partite. Numeri importanti, che lo hanno portato a essere l’unico centrocampista negli ultimi 10 anni insieme con Vidal a essere andato in doppia cifra in una sola annata. Numeri che hanno certificato come Rabiot, in una stagione difficile per la squadra e il club, sia stato uno dei pochi a brillare. «Fa 13-14 cose buone a partita e sul campo pesa sempre. Ha tecnica e fisico» l’analisi di Allegri. Un anno dopo Rabiot resta il caposaldo di un centrocampo che conta già su Locatelli, Fagioli, Miretti, con Timothy Weah chiamato a rinvigorire la fascia destra.
