Su Chiesa rigore solare, comodo parlare solo di Ndoye: Juve-Bologna al VAR

L'analisi degli episodi - e delle decisioni dell'arbitro Di Bello - più discussi della sfida dello Stadium tra i bianconeri e la squadra di Thiago Motta

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Vladimiro CotugnoVladimiro Cotugno

Pubblicato il 28.08.2023, 12:00 (Aggiornato il 16.10.2023, 19:35)

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La direzione di gara, avviata su una china scadente da questo abbaglio madornale, prosegue poi senza troppi scossoni: Lucumì prende il pallone in area rossoblù una volta con la mano e l'altra con il braccio, ma entrambi gli episodi non sono punibili: il primo intervento, al 38' su rasoterra di Weah, avviene mentre è in discesa con il corpo e in scivolata, quindi in posizione definita congrua per quanto sia lontana dal corpo ed evidente; il secondo, al sesto minuto della ripresa su una palla calciata da Danilo, avviene dopo un tocco di testa, quindi come carambola.

Vlahovic, il Var annulla il primo 1-1

Vlahovic pareggia la partita due volte, ma la prima gli viene tolta dall'intervento del VAR: fuorigioco di Rabiot che si trova in una posizione che avrebbe potuto dare fastidio a Skorupski, anche se sull'azione è evidente che ciò non avviene, con il portiere che non perde mai il contatto visivo col pallone, è da regolamento una decisione giusta anche questa.

Ndoye-Iling, altro rigore non visto

Arriva poi l'episodio finale, il contatto Iling-Ndoye al 26' della ripresa. Per quanto sia inizialmente un duello spalla a spalla, il giocatore rossoblù poi si tuffa in scivolata per arrivare sul pallone mentre lo juventino non fa lo stesso, andando a mettere le gambe avanti ostacolando scorrettamente l'avversario. Estremi per il calcio di rigore anche in questo caso.

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