Yildiz, la storia di Natale per i tifosi Juve
Quindi è tutto lecito, perché non può non toccare il cuore dei tifosi che prenda ispirazione da Del Piero un ragazzo nato a Ratisbona il 4 maggio 2005 e che, quando il simbolico numero 10 juventino si è ritirato, il 13 maggio 2012, aveva da poco compiuto sette anni. In giorni in cui si abusa della retorica per provare a dividere il calcio buono del popolo da quello cattivo dei ricchi, in nome di una pelosissima difesa dei tifosi, il gol di Yildiz restituisce a quelli della Juventus una storia di Natale con la quale avvolgersi speranzosi. A dimostrazione del fatto che non è questione di competizioni o format, ma di uomini, gol e storie. Quella di Yildiz, per ora, ha solo la prefazione, ma promette benissimo.
Vlahovic, rinascita natalizia?
Anche quella di Vlahovic, in fondo, sarebbe una bellissima favola di rinascita natalizia. Ma, anche in questo caso, è meglio essere prudenti: il gol all’Inter sembrava la svolta, ma è stato solo un pit stop della sua crisi. Ieri Dusan è parso volitivo, concentrato, decisivo. Dimostrando che la differenza fra una squadra con un centravanti che segna e una con un centravanti che non segna è che la prima vince più facile. Teorema banale, ma che conferma quanto si è detto e scritto finora: se la Juventus ritrova i gol degli attaccanti può condurre, con meno affanno e qualche speranza in più, l’inseguimento a un’Inter che, seppure delautarizzata, è parsa ancora una volta più forte.
