Lecce-Juve, CalVARese: "Bremer su Almqvist, non è rigore"

Doveri, alla nona presenza stagionale, porta a casa la partita con l’esperienza e la personalità di chi ha alle spalle più di 200 partite in A

Nona presenza stagionale di Daniele Doveri, ancora a secco di big match per la prima volta da diversi anni a questa parte. La soglia tecnica adottata dall’arbitro romano è piuttosto ondivaga: i calciatori non sempre comprendono il suo metro. Strano per un direttore di gara come lui, abituato a fischiare pochissimo e ammonire poco. Nella sua prestazione i fischi arrivano molto in ritardo e manca un cartellino giallo evidente: sul finale di primo tempo, sbaglia infatti l’arbitro a non sanzionare con un’ammonizione Dusan Vlahovic che colpisce Marin Pongracic coi tacchetti all’altezza del viso. Doveri chiude comunque con pochi falli fischiati (venti) e due gialli, per Weston McKennie nel primo tempo e Mohamed Kaba nel secondo. Tutto giusto nelle due aree di rigore. Nel primo tempo sbracciata di Pongracic su Vlahovic, ma non c’è irregolarità.

Bremer-Almqvist, giusto non dare rigore

All’inizio del secondo, il contatto tra Gleison Bremer e Pontus Almqvist. Il difensore bianconero si assume un rischio, ma è giusto non dare il calcio di rigore: il brasiliano carica con un braccio l’avversario, che va giù, troppo poco però per un penalty. Esclusa qualche piccola protesta (eccessiva) nel primo tempo, Doveri porta a casa la partita con l’esperienza e la personalità di chi ha alle spalle più di 200 partite in A.

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