Pagina 4 | Lippi, retroscena sull'arrivo alla Juve e la rivelazione: "Era il più forte"

Marcello Lippi, ex allenatore della Juventus e dell'Italia campione del mondo del 2006, è stato ospite di Fabio Fazio nella trasmissione "Che Tempo Che Fa". E per l'occasione ha riavvolto il nastro della sua carriera da tecnico, oggetto nel documentario “Adesso Vinco io”, in programmazione nei cinema dal 26 al 28 febbraio e diretto da Herbert Simone Paragnani.

Lippi: "Si deve pensare alla vittoria"

Sulla sua carriera e la fama di vincente, Lippi si è espresso così: "Vinco io? Non sempre, ma abbastanza. Ho avuto la fortuna di avere giocatori bravi, senza i quali non si vince. Poi sono stato abbastanza bravo anche io a far entrare in testa a questi giocatori che avevamo le possibilità. Prima di ogni manifestazione dicevo sempre ai miei 'adesso andiamo e vinciamo', perché i giocatori devono pensare alla vittoria e non alla partecipazione, per quanto questa sia buona. Ho sempre cercato di trasmettere lì'idea di vincere".

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Lippi, l'esperienza in Cina e l'ammissione

Tra i temi affrontati nell'intervista l'esperienza in Cina. Nel 2012 arriva l'offerta di andare ad allenare il Guangzhou: "Sono sincero, inutile girarci attorno. Sono andato perché dal punto di vista economico era un'offerta eccezionale. Allora sono andato a prendere questi soldi. Pensavo di vincere tutto? La filosofia era sempre la stessa, provare a vincere. Il Guangzhou era una delle migliori squadre cinesi. Poi abbiamo vinto tre scudetti e la Champions League asiatica".

Spazio anche per un episodio del 2019, quando al Quirinale il leader cinese Xi Jinping era in visita ufficiale e chiese e ottenne la presenza anche di Lippi. "Mi salutò chiedendomi quando sarei tornato ad allenare la loro nazionale - racconta l'ex ct - e io gli diedi una pacca su una spalla. Se ho imparato il cinese quando ero lì? Qualche parola sì, poi ho dimenticato tutto. Imparare il cinese è impossibile"

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Lippi e la Juve

5 scudetti, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Champions League e 1 Supercoppa Uefa. Alla guida della Juventus, Marcello Lippi ha vinto tutto, come del resto da ct della Nazionale. L'ex tecnico bianconero, ha confessato di aver ritenuto necessario visitare la tomba del padre prima di approdare sulla panchina della Vecchia Signora nell'estate del 1994. "È la verità, prima di accettare l'offerta della Juventus sono andato sulla tomba di mio padre per chiedergli di non rimanerci male". Lui non è mai stato un grande sostenitore dei bianconeri - ha detto Lippi - per cui ho ritenuto giusto fargli visita".

Infine, il ct campione del mondo nel 2006, non esitato a dire quale fosse il calciatore più forte che abbia mai avuto in organico: "Il giocatore più forte che abbia mai allenato? Zidane è stato senza dubbio il migliore dal punto di vista tecnico, oltre ad essere un ragazzo straordinario", ha concluso Lippi.

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L'Italia campione del mondo nel 2006

Inevitabile un passaggio sulla vittoria del Mondiale in Germania nel 2006. Queste le parole dell'ex ct azzurro: "Ho sempre creduto nella vittoria, e ho sempre cercato di trasmettere ai miei giocatori questa mentalità, quella di andare a partecipare a una manifestazione per vincere. Eravamo convinti di poter vincere questa Coppa. Io ero convintissimo e ho cercato di convincerli tutti e ci sono riuscito. Dico sempre che ho avuto due cose straordinarie nella mia vita: la mia famiglia e la Coppa del Mondo vinta in Germania".

La partita più bella indicata da Lippi è quella contro la Germania, la semifinale vinta per 2-0 dall'Italia ai tempi supplementari con i gol di Grosso e Del Piero: "La scelta di inserire quattro attaccanti contro la Germania? In quel momento la squadra era forte e in forma, avevamo una difesa in cui non passava neanche una nocciolina. Allora ho rischiato e ho messo quattro attaccanti… e vediamo chi la vince", ha raccontato Lippi.

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L'Italia campione del mondo nel 2006

Inevitabile un passaggio sulla vittoria del Mondiale in Germania nel 2006. Queste le parole dell'ex ct azzurro: "Ho sempre creduto nella vittoria, e ho sempre cercato di trasmettere ai miei giocatori questa mentalità, quella di andare a partecipare a una manifestazione per vincere. Eravamo convinti di poter vincere questa Coppa. Io ero convintissimo e ho cercato di convincerli tutti e ci sono riuscito. Dico sempre che ho avuto due cose straordinarie nella mia vita: la mia famiglia e la Coppa del Mondo vinta in Germania".

La partita più bella indicata da Lippi è quella contro la Germania, la semifinale vinta per 2-0 dall'Italia ai tempi supplementari con i gol di Grosso e Del Piero: "La scelta di inserire quattro attaccanti contro la Germania? In quel momento la squadra era forte e in forma, avevamo una difesa in cui non passava neanche una nocciolina. Allora ho rischiato e ho messo quattro attaccanti… e vediamo chi la vince", ha raccontato Lippi.

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