Caro Thiago, benvenuto: ti scrivo per dirti come funziona alla Juventus

Lettera aperta al nuovo tecnico bianconero, l'amore e odio che circonda la squadra ed ogni scelta, la sua differenza da tutte le altre

Caro Thiago ti scrivo, per darti il benvenuto e anche perché è bene che tu sappia come funziona, perché tu possa essere a conoscenza sin dal primo giorno di tutto quello che accadrà. Premesso che il periodo è complicato, tornare a vincere non sarà facile, l’Inter parte nettamente avanti e allenare la Juventus non è come allenare il pur splendido Bologna –da qualche tempo, a nostra insaputa, rivale storica come Napoli, Fiorentina, Genoa e ogni angolo del Paese che abbia una squadra di calcio a rappresentarlo - trovo il prescelto di Giuntoli convincente: esperienza in campo in squadre importanti e non, gavetta da allenatore terminata con il posto Champions dei rossoblù, studio profondo delle evoluzioni del calcio, gioco moderno ma con grande attenzione alla fase difensiva, niente estremismi, rigidità o filosofia da guru del pallone. Non potendo investire decine di milioni sul nuovo tecnico e scegliendo di non ripartire dal passato, la scelta è allo stesso tempo ponderata e coraggiosa.

Scorda gli elogi: non ti si perdonerà aver scelto la Juve

Ora, però, è bene che tu sappia. Ti ricordi gli elogi, il calciatore più intelligente che ci sia, il grande centrocampista, il tenico rivelazione, il grande calcio di Motta, l’allenatore destinato a una grande squadra, la persona dal carattere spigoloso ma pieno di carisma, quello che dà lezioni di calcio a San Siro o allo Stadium tra gli applausi dell’intero Paese? Ecco, da oggi scordati tutto questo. I complimenti, se le cose andranno come speriamo, non ti riguarderanno più: già nella prima conferenza stampa dirai qualcosa che non va, ogni vittoria sarà scontata (“con quel monte ingaggi”, con quel mercato…”), ogni sconfitta attesterà che non eri pronto per una grande squadra, ogni tua protesta in campo e fuori sarà sintomatica dell’arroganza della squadra che ormai alleni – non più una legittima rivendicazione di quanto ti spetta. Ti accorgerai – oh, se te ne accorgerai – che tutto quello che si dice della Juventus da fuori è l’esatto opposto di quanto vivrai da dentro. Capitò perfino a Sarri, il grande accusatore, quello dell’hotel perso in hotel nel 2018 e riperso in ogni intervista in cui lo ribadisce ancora a 6 anni di distanza, come se la mancata espulsione di un rivale in una partita guardata in tv comportasse automaticamente una sconfitta per 3 a 0 il giorno seguente. Anzi, cosa scoprirai te lo faccio dire direttamente da lui. Siamo nell’aprile del 2020, è tutto fermo per il Covid e, nel corso di una chiacchierata con lo scrittore Sandro Veronesi, Maurizio rivela un paio di cose che ti torneranno utili: “Ci sono due cose che mi hanno colpito, amore ed odio, siamo circondati da tutti e due. Questo è un qualcosa che riesci a capire solo quando vivi il mondo Juventus. Noi siamo quelli sempre favoriti dagli arbitri, poi vedi i numeri e sono impressionanti in un’altra direzione”.

Non resta che dirti "Forza Thiago"

E poi i nostri, perché ormai siamo diventati un problema pure noi: troppi fan di un allenatore, di un’idea, di un pronostico fatto sui social. E allora ti avverto, perché io lo so già ma tu non ancora: proprio come in tv – dove chi quest’anno attaccava ogni respiro della Juventus sarà ben più tollerante con la tua gestione, mentre chi difendeva perfino qualche figura poco edificante non avrà pietà  - anche tra di noi tifosi juventini ci sarà chi ti dirà che devi per forza vincere lo scudetto sennò è fallimento (un nostro classico da una decina d’anni per mettere a proprio agio la squadra sin dall’estate) e che ti tocca vincere la Coppa Italia sennò avrai fatto peggio dell’anno prima, pronto a scontrarsi con chi se invece le cose andranno male spiegherà che sono “le macerie dell’allenatore che c’era prima”. Più un’altra infinità quantità di penose lotte intestine di cui ormai non possiamo fare a meno dai tempi felici degli “scudettini”.

E allora fregatene, Thiago, non c’è altra strada: in mezzo a queste nostre guerre tra poveri, c’è un popolo di milioni di persone cui è finalmente tornata la fame. Pronto a esultare rabbiosamente per una Coppa Italia, dopo gli anni in cui ci si annoiava per gli scudetti. Dopo gli anni della bizzarra giustizia sportiva, le strane decisioni dell’Uefa dopo i ricatti, dopo un anno senza coppe e qualche mese con troppe poche vittorie in campionato e una splendida finale di Coppa Italia, non è più tempo di perdere tempo ed energie con queste sciocche battaglie: di nemici all’esterno ne abbiamo fin troppi. A noi, allora, non resta che dirti “Forza Thiago". E proseguire una vecchia tradizione ormai consolidata, collegata all’arrivo di ogni nuovo allenatore alla Juventus, che fosse il nostro preferito o l'ultimo che avremmo scelto: vada come vada, è tempo che abbia inizio la #Mottamania.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Loading...