15) Pietro Anastasi
È stato fortemente voluto dall’Avvocato, tanto da rappresentare uno dei colpi di mercato più famosi della storia della Juventus. Una Juventus a cui un Anastasi non ancora ventenne aveva segnato una tripletta con la maglia del Varese nel 1968, in un primo campionato di Serie A in cui stregò tutte le grandi. Lo aveva praticamente preso l’Inter, con cui stava giocando un’amichevole durante la quale un fotografo lo informò che il Varese lo aveva venduto alla Juve: Agnelli aveva convinto Borghi, patron del Varese e della Ignis, aggiungendo al prezzo una fornitura di motori per i frigoriferi.

14) Paolo Rossi
Paolo Rossi fu invece paragonato alla Gioconda di Leonardo da Giussy Farina, presidente del Vicenza che nel 1978, per risolvere a proprio favore la comproprietà dell’attaccante con la Juventus lo valutò 2 miliardi e 400 milioni, cifra che destò scandalo. Fortemente voluto dall’Avvocato, da Boniperti e Trapattoni, Rossi fu riacquistato dalla Juve nel 1981, nonostante fosse squalificato per il calcioscommesse. E allenandosi in bianconero preparò il trionfale Mondiale dell’82. «È il mio primo ricordo calcistico - ha raccontato Andrea Agnelli, che all’epoca aveva sei anni - Ricordo che andammo a Villar Perosa dove la Juve era in ritiro e mi fu chiesto accanto a chi volessi sedere a pranzo e dissi Paolo Rossi, l’eroe del Mondiale».

13) Roberto Baggio
La nostalgia di una bellezza che dal campo della Juventus era svanita con l’addio al calcio di Platini (e anche la la nostalgia della vittoria, che aveva fatto lo stesso) nel 1990 spinse l’Avvocato a comprare Roberto Baggio dalla Fiorentina. Un amore tormentato e all’inizio non ricambiato da Baggio, poi appassito in Agnelli che durante il Mondiale del 1994 paragonò il suo aspetto prima della partita con il Messico (e prima che il Divin Codino entrasse in forma e trascinasse l’Italia alla finale) a quello di «un coniglio bagnato». Un amore che però in precedenza aveva spinto l’Avvocato a paragonare Baggio a Raffaello.

