12) Giorgio Chiellini
Giorgio Chiellini nel 2004 fu uno dei primi acquisti seguiti alla morte di Umberto Agnelli e poi pilastro della Juve di Andrea e suo amico. Perfetto esempio di stile Juve anche nella grinta feroce in campo e nell’educazione assoluta fuori. Oggi è dirigente bianconero, non a caso.

11) Gianluigi Buffon
Legame tra la Juventus di Umberto Agnelli, con Bettega, Giraudo e Moggi al timone, e quella di Andrea è stato Gigi Buffon, erede di Zoff capace addirittura di superare il maestro. Ha fatto in tempo a vincere meritandosi gli applausi dell’Avvocato, oltre a quelli del Dottore, ed è poi diventato un pilastro delle vittorie della Juve di Andrea, di cui è amico vero. In mezzo, quando Gianni e Umberto già non c’erano più, la scelta che lo ha reso uno dei simboli bianconeri, quella di restare in Serie B nel pieno della carriera e quando era il miglior portiere del mondo oltre che campione del mondo.

10) Dino Zoff
Lo stile, si è detto nell’introdurre il gioco di questa classifica, è stato senza dubbio uno degli aspetti in cui la famiglia Agnelli ha plasmato la Juventus, tanto da far nascere il concetto vero e proprio di “Stile Juventus”. E non poteva che essere anche uno degli aspetti alla base del legame particolare con alcuni campioni. Dino Zoff, per esempio, di tanti aspetti di quello “Stile Juventus" è stato emblema perfetto: sobrietà, eleganza, carisma, signorilità, determinazione. Portiere bianconero degli anni Settanta e agli inizi degli Ottanta, ha difeso l’inizio della scalata bianconera all’Europa, conquistando la Coppa Uefa del 1977, il primo trofeo internazionale bianconero. «Avevo un rapporto stretto con l’Avvocato - ha raccontato di recente a Tuttosport - Parlavamo tanto di calcio, mi chiedeva degli stranieri, voleva informarsi costantemente». Come per Del Piero con Andrea Agnelli, anche nel suo caso però ci fu un addio non indolore, anche se non da calciatore ma da allenatore, nel 1990, dopo che aveva vinto Coppa Uefa e Coppa Italia con una squadra che di più certo non poteva fare: «Zoff, vogliamo cambiare le cose, svecchiare l’ambiente», ha raccontato che gli disse l’Avvocato. Era la rivoluzione targata Montezemolo e Maifredi. Ma fu un attrito che non scalfì certo il legame.

