Una Juve 'imbattibile' non basta
Un avvio entusiasmante, poi i primi passi falsi. Ma l'ambiente resta carico, in fondo è l'inizio di un nuovo e promettente progetto a lungo termine. Le sbavature di una rifondazione totale e ben programmata. La Juve perde punti, ma non le partite: ad eccezione dell'imperdonato ko contro lo Stoccarda, domato da Atalanta e perfino dalla Stella Rossa. Poi la piaga infortuni, che assume una dimensione sempre più biblica, e i reiterati pareggi molti dei quali a reti inviolate. I margini di ottimismo e fiducia allora si ridimensionano pareggio dopo pareggio, sbadiglio dopo sbadiglio. Insomma, il bilancio post Lecce della stagione di Thiago Motta si è ingrigito ulteriormente e i musi sugli spalti si sono visibilmente allungati. Il calendario adesso si complica, e la Juve non è riuscita a ricamarsi quel cuscinetto di punti che farebbe comodo in caso di scivoloni ben più gravi di un pareggio sia in campionato che in Europa, dove tutto è ancora in discussione. Dal Via del Mare, la Juventus è rientrata ancora una volta da imbattuta, ma la classifica si è appesantita. L'1-1 contro la squadra di Giampaolo è il terzo pari consecutivo tra Serie A e Champions nonché il decimo complessivo. Il Napoli di Conte - reduce dal successo sul Torino - dista ora 6 lunghezze. E lo scenario più preoccupante resta l'assenza di punte centrali cui affidare l'incarico di sbloccare le marcature una volta e per tutte. Motta preferisce sfruttare Yildiz sulle fasce, e mettere l'elmetto a Weah affinché - in attesa del rientro di Vlahovic (e Milik?) riesca a ricavare una breccia nelle difese avversarie, sia quella del Lecce, del Milan o dell'Aston Villa. Ed è quando manca una prospettiva credibile che i malumori iniziano allora a lievitare. E per rendersene conto basta dare un'occhiata al più immediato termometro social, senza però dimenticarsi di cosa si rumoreggia sugli spalti.