© Marco CanonieroL’ emergenza spinge, più che mai ora che la Juventus, prima della chiusura del mercato fissata il 3 febbraio, è attesa da sette partite in 23 giorni, tutte fondamentali per campionato e Champions League. Troppo rischioso affrontarle tutte, o parte di esse, con i soli Gatti e Jean Kalulu come difensori centrali di ruolo. E con i soli Savona come terzino destro e Cambiaso e Rouhi, finora dimostratosi però acerbo, come terzini sinistri. Così Cristiano Giuntoli prova a stringere i tempi per almeno uno dei difensori segnati sulla lista sua e di Thiago Motta. In cima alla quale resta, anche proprio in virtù della capacità di giocare da centrale come da terzino sinistro, David Hancko del Feyenoord. Il direttore tecnico bianconero ha già raggiunto un’intesa di massima con l’entourage del giocatore per un trasferimento estivo, magari prima del Mondiale per club, a testimonianza di come lo slovacco non sia considerato una soluzione d’emergenza, ma un mattone importante anche per il futuro. Mattone che però oggi è importante anche per il Feyenoord: in campo dal primo all’ultimo minuto in tutte e 25 le partite disputate dal club olandese, atteso come la Juve da sfide fondamentali in campionato, dove insegue un posto in Europa, e in Champions. E dunque, per privarsi del proprio pilastro difensivo, vuole soldi: che la Juve conta di trovare attraverso qualche cessione, ma al momento non ha. E deve dunque aspettare per affondare sullo slovacco.
Antonio Silva e Tomori: la situazione aggiornata
Stesso problema per quanto riguarda Antonio Silva del Benfica: il portoghese si è esposto attraverso il suo agente Jorge Mendes dichiarando di volere la Juve, ma il club lusitano è stato altrettanto esplicito nel dichiarare che il difensore non si muoverà senza il pagamento di una clausola che si avvicina ai 100 milioni. Probabilmente ne basterebbero molti meno, considerando che il ventunenne portoghese non ha un ruolo di primo piano nella squadra di Bruno Lage, ma comunque di più di quelli che la Juve ha a disposizione adesso. Intanto l’offerta di prestito oneroso a 5 milioni con diritto di riscatto a 25 è stata respinta. Col diritto trasformato in obbligo la risposta potrebbe cambiare, ma cambierebbe e tanto pure il peso economico dell’operazione. Cifra, circa 30 milioni, e nodo diritto/obbligo di riscatto sono comuni allo scenario relativo a Fikayo Tomori, sul quale però a cambiare è stata l’importanza del ventisettenne inglese nella rosa del Milan. Ai margini con Paulo Fonseca, titolare nella doppia vittoria di Supercoppa con Juve e Inter con Sergio Conceiçao: l’operazione non è completamente sfumata, ma vista la stima del nuovo tecnico (e visti i suoi risultati) pare difficile che posa chiudersi senza un obbligo di riscatto.
