© Juventus FC via Getty ImagesFinalmente! Sospira (o urla) la gente bianconera. Era questa la Juventus che tutti si aspettavano con Thiago Motta in panchina. Una squadra dominante, concentrata, che segna il primo gol e cerca il secondo con la necessaria cattiveria agonistica. Eppure la partita contro il Milan non è stata tanto diversa da quella contro l’Atalanta e da alcuni spezzoni di altre partite pareggiate malamente, cambia il risultato e, quindi, cambia la percezione della prestazione (non solo in chi osserva, ma anche in chi gioca). La Juventus non stava naufragando prima (a parte per i risultati che mancavano) e non sta veleggiando verso un sicuro trionfo ora. Certo, c’è una buona notizia: forse la squadra, da Motta in giù, ha capito che basta poco per trasformare i pareggi in vittorie. Con il minimo sindacale di cattiveria, concentrazione, coraggio nella gestione, i bianconeri potrebbero vincere molte più partite nel girone di ritorno e togliersi anche qualche bella soddisfazione. Ma c’è anche una cattiva notizia: nonostante una partita dominata, soprattutto nel secondo tempo, la Juventus ha comunque mostrato qualcuna delle fragilità che ne hanno rallentato il percorso fin qui. Il che significa che basta poco anche per tornare ai pareggi e ai pareggini, quindi - da Motta in giù - nessuno può permettersi di allentare la tensione.
Juve: non è questo il vero Koop
D’altronde questa rimane una squadra che deve crescere. E dovrebbe farlo intorno a un nocciolo duro di campioni e di leader, senza dover sperare nella serata eccellente (ma estemporanea) di giocatori come i lodevoli Mbangula e Weah, meravigliosi comprimari che dovrebbero però completare un gruppo di giocatori solidi, affidabili e determinanti. Ieri è mancato ancora Koopmeiners, che meriterebbe un po’ di riposo (mentale più che fisico) perché solo un pazzo può pensare che sia quel giocatore: si riprenderà, ma non ha bisogno di essere centrifugato ulteriormente. Vlahovic ha rifatto capolino nel finale di gara e martedì tornerà titolare in Champions, lasciando la solita scia di dubbi che accompagna la sua mancanza di continuità nelle prestazioni. Nico Gonzalez non sembra ancora al massimo della condizione e Douglas Luiz è ancora un grande boh. Per alzare il livello di questa squadra, chi può assumersi la responsabilità di cambiare le partite deve iniziare a farlo.
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