Bancomat Next Gen: Juve, nessuno scandalo. Anche se quella foto…

Le seconde squadre sono cantieri di talenti: pochi salgono in prima squadra, il resto finanzia il mercato

Una delle metafore più fulminanti uscì all’Avvocato Agnelli all’ennesima domanda su Platini: «Averlo in squadra è come avere una carta di credito illimitata sempre a portata di mano». Oggi di Platini non ce n’è in giro e, se ce ne fossero, se li potrebbero permettere i club inglesi o, al massimo, il Real che, loro sì, hanno la famosa carta di credito illimitata per fare il mercato. Cristiano Giuntoli, che ai tempo di Platini era un tifoso della Juventus, ha però un più umile bancomat con su scritto Next Gen. Dall’estate a oggi, i frutti del progetto seconda squadra hanno generato poco più di 90 milioni di euro. Soldi che hanno parzialmente bilanciato le uscite, rendendo il disavanzo di mercato plausibile per l’austerity ordinata dall’alto. E - attenzione! - non è affatto uno scandalo, come sostiene chi parla di “smantellamento”.

Seconde squadre cantieri di talenti

Le seconde squadre, infatti, nascono proprio per essere smantellate più o meno ogni anno: sono cantieri di talenti, pochi dei quali riescono a salire in prima squadra, il resto è destinato a finanziare il mercato. Tutto regolare, insomma, a meno che uno dei giocatori ceduti non diventi così forte da essere rimpianto (il Real Madrid, per esempio, si ricomprò Morata dopo che il bomber cresciuto nel Castiglia purgò i Blancos nella semifinale di Champions del 2015). Ma al momento non sembrano esserci rimpianti nelle cessioni bianconeri (a parte, forse. Huijsen).

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La cessione di Fagioli

Quella di Fagioli, semmai, colpisce per il contesto che ha accompagnato gli ultimi due anni del ragazzo, fra caso scommesse, crisi, redenzione e resurrezione sportiva in nome della Juventus. D’altronde, tutti quelli che lo vedono in allenamento (partendo da Allegri che lo battezzò a sedici anni) sono pronti a giocarsi la casa su un futuro da fenomeno, mentre il resto del mondo, che lo vede solo in partita, non riesce mai a esserne convinto fino in fondo. Almeno per ora. È difficile, quindi, capire adesso se 19 milioni siano tanti o pochi. Al momento sono abbastanza per tamponare le spese della rivoluzione d’inverno operata dalla Juventus, il resto si vedrà. Certo, oggi sorprende molto rivedere la foto scattata nella sala conferenze dello Stadium l’8 settembre 2022. L’allora ds Cherubini e l’ad Arrivabene presentavano tre giocatori, indicandoli come il futuro della Juve: Soulé, Miretti e, appunto, Fagioli. Non sono ancora passati tre anni e quel futuro è altrove. In questo caso chiamatela Ex Gen...

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Una delle metafore più fulminanti uscì all’Avvocato Agnelli all’ennesima domanda su Platini: «Averlo in squadra è come avere una carta di credito illimitata sempre a portata di mano». Oggi di Platini non ce n’è in giro e, se ce ne fossero, se li potrebbero permettere i club inglesi o, al massimo, il Real che, loro sì, hanno la famosa carta di credito illimitata per fare il mercato. Cristiano Giuntoli, che ai tempo di Platini era un tifoso della Juventus, ha però un più umile bancomat con su scritto Next Gen. Dall’estate a oggi, i frutti del progetto seconda squadra hanno generato poco più di 90 milioni di euro. Soldi che hanno parzialmente bilanciato le uscite, rendendo il disavanzo di mercato plausibile per l’austerity ordinata dall’alto. E - attenzione! - non è affatto uno scandalo, come sostiene chi parla di “smantellamento”.

Seconde squadre cantieri di talenti

Le seconde squadre, infatti, nascono proprio per essere smantellate più o meno ogni anno: sono cantieri di talenti, pochi dei quali riescono a salire in prima squadra, il resto è destinato a finanziare il mercato. Tutto regolare, insomma, a meno che uno dei giocatori ceduti non diventi così forte da essere rimpianto (il Real Madrid, per esempio, si ricomprò Morata dopo che il bomber cresciuto nel Castiglia purgò i Blancos nella semifinale di Champions del 2015). Ma al momento non sembrano esserci rimpianti nelle cessioni bianconeri (a parte, forse. Huijsen).

 

 

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