Crisi Juve, parla Zambrotta
Ai dubbi e le perplessità di Iuliano si aggiungono anche quelli di Gianluca Zambrotta: “Sicuramente dispiace per la situazione della Juventus in questo momento. Ad inizio stagione c’erano dei presupposti molto diversi, c’era grande entusiasmo dopo l’arrivo di Thiago Motta. Onestamente terrei Motta fino a fine stagione, per poi fare un bel summit tra società, staff e giocatore per capire come proseguire al meglio. All’inizio dell’anno era stata presa una decisione chiara, con una prospettiva a lungo termine. Queste sono valutazioni che una società deve fare, credo l’allenatore non sia mai l’unico responsabile, come in questo caso, c’è anche la società come responsabile dei non risultati. Terrei Motta fino a fine stagione, anche se quello di Mancini è un nome importante, un grande allenatore che ha fatto benissimo con la nazionale e i vari club. Però non lo so, vedrei fino a fine stagione Thiago Motta sperando chiaramente che la Juve riesca a raggiungere l’unico obiettivo, che è quello di arrivare in Champions”.
Sulle tensioni interne:“Spogliatoio, ambiente tranquillo sono le cose principali. Chiaro che se guardo le due società più grandi che oggi abbiamo in Italia, che sono Juve e Milan, non vivono momenti facili. Milan contestato dai tifosi, Juve uguale, dunque ambiente difficile sia per l’allenatore che per i calciatori. Dico sempre che un giocatore per poter rendere al massimo deve avere ambiente sereno, pensando solo a dare il massimo sul campo senza tener conto di quanto c’è fuori: se arrivo allo stadio e iniziano a fischiarmi e a contestarmi, puoi immaginare con che umore si gioca quella partita".