La scelta sul capitano Juve, Nico alla McKennie e l'intoccabile: svolta Tudor

Con il tecnico croato più sistemi di gioco, principi diversi e le gerarchie cambiano: tutte le novità rispetto alla gestione Motta

TORINO - Le prove anti Genoa cominceranno solo tra oggi e domani, quando rientreranno alla spicciolata tutti i nazionali, ma Igor Tudor ha le idee chiare e anche sotto l’aspetto tecnico sarà rivoluzione rispetto al calcio di Thiago Motta. Il croato non è un integralista, tutt’altro: si adatta alle esigenze in base alle caratteristiche dei calciatori, però pretende pressing alto e intensità. La difesa a 3 resta un caposaldo, così come la semplicità nelle scelte: ognuno al suo posto, senza cambi vorticosi né esperimenti continui. Però potrebbe esserci una eccezione e riguarda proprio la linea a 3: c’è la tentazione di provare Locatelli (che sarà confermato capitano anche nel nuovo corso) al centro della retroguardia, per sfruttarne le proprietà di palleggio e la visione da dietro. Una possibilità sulla quale ci sarà modo e tempo di approfondire: nove partite per raggiungere l’obiettivo Champions e poi per arrivare nella miglior condizione possibile al Mondiale per Club.

Juve, la suggestione di Igor Tudor

Per il resto Tudor incastrerà i vari tasselli negli spazi abituali, partendo da un sistema di gioco che potrà variare, ma poco, tra 3-4-2-1 e 3-4-1-2. Dipenderà dagli equilibri che la squadra riuscirà a trovare: di certo è forte il desiderio di schierare tutti insieme Yildiz, Kolo Muani e Vlahovic, anche dall’inizio, perché nelle idee dell’allenatore croato i calciatori più forti devono giocare. Ma servirà trovare una progressiva stabilità, per di più con poco tempo a disposizione per lavorare. Vlahovic tornerà al centro dell’attacco, con Kolo Muani oppure al suo posto. E una delle missioni affidate a Tudor sarà quella di tornare a valorizzare Yildiz, gioiello da rispolverare dopo la gestione Motta: sarà più vicino alla porta, tra le linee, mentre Nico Gonzalez potrebbe tornare utile addirittura da esterno a tutta fascia.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, con Tudor cambiano le gerarchie

Come McKennie, che può sfruttare una versatilità che l’ha portato a diventare indispensabile pure con Thiago: il texano difficilmente sarà un titolare, ma potrà tornare utile sia sulle corsie sia a centrocampo. Lì nel mezzo Thuram pare destinato a diventare un intoccabile, con Locatelli che, quando non sarà tra i centrali, si alternerà con Koopmeiners (aspettando il pieno recupero di Douglas Luiz): l’olandese potrà agire pure da trequartista, provando a tornare ai tempi di Bergamo con Gasperini. Conceiçao sarà l’asso tattico per sparigliare le carte nell’ultima mezz’ora, i giovani Savona e Mbangula saranno valutati così come Adzic, che potrebbe ricominciare a vedersi dalle parti della prima squadra dopo essere stato parcheggiato da Motta in Next Gen, e Alberto Costa, finora ai margini nelle scelte. Dietro, Di Gregorio è una certezza, così come Gatti e Kalulu, mentre Veiga e Kelly si giocheranno il posto da centrale a sinistra.

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TORINO - Le prove anti Genoa cominceranno solo tra oggi e domani, quando rientreranno alla spicciolata tutti i nazionali, ma Igor Tudor ha le idee chiare e anche sotto l’aspetto tecnico sarà rivoluzione rispetto al calcio di Thiago Motta. Il croato non è un integralista, tutt’altro: si adatta alle esigenze in base alle caratteristiche dei calciatori, però pretende pressing alto e intensità. La difesa a 3 resta un caposaldo, così come la semplicità nelle scelte: ognuno al suo posto, senza cambi vorticosi né esperimenti continui. Però potrebbe esserci una eccezione e riguarda proprio la linea a 3: c’è la tentazione di provare Locatelli (che sarà confermato capitano anche nel nuovo corso) al centro della retroguardia, per sfruttarne le proprietà di palleggio e la visione da dietro. Una possibilità sulla quale ci sarà modo e tempo di approfondire: nove partite per raggiungere l’obiettivo Champions e poi per arrivare nella miglior condizione possibile al Mondiale per Club.

Juve, la suggestione di Igor Tudor

Per il resto Tudor incastrerà i vari tasselli negli spazi abituali, partendo da un sistema di gioco che potrà variare, ma poco, tra 3-4-2-1 e 3-4-1-2. Dipenderà dagli equilibri che la squadra riuscirà a trovare: di certo è forte il desiderio di schierare tutti insieme Yildiz, Kolo Muani e Vlahovic, anche dall’inizio, perché nelle idee dell’allenatore croato i calciatori più forti devono giocare. Ma servirà trovare una progressiva stabilità, per di più con poco tempo a disposizione per lavorare. Vlahovic tornerà al centro dell’attacco, con Kolo Muani oppure al suo posto. E una delle missioni affidate a Tudor sarà quella di tornare a valorizzare Yildiz, gioiello da rispolverare dopo la gestione Motta: sarà più vicino alla porta, tra le linee, mentre Nico Gonzalez potrebbe tornare utile addirittura da esterno a tutta fascia.

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