Tecnicamente è un «prudenziale rafforzamento patrimoniale». In pratica è un avvertimento da 15 milioni di euro e un segnale forte da parte della proprietà a tutta la Juventus. John Elkann dimostra ancora una volta la vicinanza al club (altro che distaccato silenzio) aprendo il portafoglio per mettere in sicurezza i conti del club, rendendosi disponibile a rifarlo nel giro di pochi mesi, qualora la squadra non raggiungesse il quarto posto. Nello stesso tempo, John fa capire a tutti che non ci sono più margini di errore e, come filtra dagli ambienti Exor, che «mancano nove partite alla fine del campionato: tutti, dirigenti, staff tecnico e giocatori, devono sentire la responsabilità di essere della Juve e dare il massimo». È ora di pedalare, perché se c’è bisogno di una pezza da 15 milioni significa che qualcosa è andato storto nel progetto varato in estate. Il fatto che i conti bianconeri abbiano avvicinato pericolosamente il patrimonio netto ai limiti consentiti è legato ai mancati introiti di Champions League (ottavi falliti), di Supercoppa Italiana (finale mancata) e di Coppa Italia (eliminazione prematura ai quarti), oltre che i soldi da accantonare per l’esonero di Thiago Motta e i soldi spesi sul mercato di gennaio per rimediare agli infortuni e a qualche carenza del mercato estivo.

