Veiga playmaker, Douglas Luiz rigenerabile: le novità della Juve di Tudor

La sensazione è che la strada intrapresa dal tecnico croato sia quella giusta: equilibrio e solidità con il 3-4-2-1

TORINO - Come per qualunque allenatore subentrato in corsa, la più grande sfida di Igor Tudor sarà mettere mano in poco tempo alla parte tattica . Non essendo un integralista, il tecnico croato avrebbe potuto conservare l’assetto ereditato da Thiago Motta: del resto il tempo avuto, considerando le tante assenze per gli impegni delle Nazionali, con tutto l’organico a disposizione si è ristretto a tre allenamenti prima della sfida con il Genoa. Invece Tudor ha voluto dare subito la sua impronta alla squadra partendo dalla linea difensiva: un caposaldo è la retroguardia a tre e si è vista subito all’opera sabato, con tre centrali di ruolo piazzati nelle posizioni ideali per ottimizzarne le prestazioni. Un primo scorcio di ciò che si vedrà con ancora più chiarezza nelle prossime otto partite: Gatti a destra poi sostituito molto bene da Kalulu, Veiga a dirigere le operazioni al centro sfruttando le qualità di palleggio, Kelly a sinistra. Il debutto è stato incoraggiante per tanti aspetti, anche se il cartello dei lavori in corso è ancora ben visibile. E del resto non potrebbe essere altrimenti: servono tempo e allenamenti per rendere fluidi i movimenti e perfezionare il passaggio dal modo di difendere a quattro alla linea a tre. Si sono viste delle imperfezioni, qualche errore tecnico di troppo così come alcune palle perse (che possono costare caro contro avversari più spietati), però la sensazione è che la strada intrapresa da Tudor sia quella giusta, perché la Juventus ha in rosa gli elementi giusti per trovare equilibrio e solidità con il 3-4-2-1.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, Tudor riparte dalla difesa a tre

Un sistema che va sostenuto da massima intensità e dinamismo continuo nella fase difensiva per evitare sbandamenti pericolosi: contro il Genoa i bianconeri hanno corso qualche rischio, specialmente a centrocampo, ma in fin dei conti l’unica grande occasione da rete dei rossoblù è arrivata su un’imbucata di Pinamonti. Tudor e il suo staff, da oggi, continueranno a lavorare sulla difesa a 3 che non ha avuto scossoni nemmeno quando Gatti ha dovuto lasciare il campo all’improvviso per infortunio: Kalulu ha dimostrato di poter rendere anche da “braccetto”. Anzi l’ex milanista, con la sua velocità e anche con la personalità nel guidare il reparto, può diventare un punto fermo: così a rischiare, quando rientrerà Gatti, potrebbe essere Kelly, che tuttavia ha il vantaggio del piede mancino, dato che Tudor preferisce inserire ogni giocatore nel proprio ruolo naturale, evitando esperimenti. L’inglese ha alternato interventi convincenti a qualche incertezza: va rivisto, così come Veiga che però al centro è al momento il titolare designato perché abile nell’impostazione. Aspettando Bremer, che confida di rientrare in tempo per il Mondiale per Club, il playmaker difensivo è il portoghese, con una alternativa possibile ma al momento ancora teorica: Locatelli arretrato. Per vedere il capitano juventino in difesa serve prima che Tudor recuperi i centrocampisti: la miglior versione di Koopmeiners, che può agire anche nella mediana a due, e l’infortunato Douglas Luiz, finora oggetto misterioso, però tra i più “rigenerabili” dalla cura del nuovo allenatore bianconero.

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TORINO - Come per qualunque allenatore subentrato in corsa, la più grande sfida di Igor Tudor sarà mettere mano in poco tempo alla parte tattica . Non essendo un integralista, il tecnico croato avrebbe potuto conservare l’assetto ereditato da Thiago Motta: del resto il tempo avuto, considerando le tante assenze per gli impegni delle Nazionali, con tutto l’organico a disposizione si è ristretto a tre allenamenti prima della sfida con il Genoa. Invece Tudor ha voluto dare subito la sua impronta alla squadra partendo dalla linea difensiva: un caposaldo è la retroguardia a tre e si è vista subito all’opera sabato, con tre centrali di ruolo piazzati nelle posizioni ideali per ottimizzarne le prestazioni. Un primo scorcio di ciò che si vedrà con ancora più chiarezza nelle prossime otto partite: Gatti a destra poi sostituito molto bene da Kalulu, Veiga a dirigere le operazioni al centro sfruttando le qualità di palleggio, Kelly a sinistra. Il debutto è stato incoraggiante per tanti aspetti, anche se il cartello dei lavori in corso è ancora ben visibile. E del resto non potrebbe essere altrimenti: servono tempo e allenamenti per rendere fluidi i movimenti e perfezionare il passaggio dal modo di difendere a quattro alla linea a tre. Si sono viste delle imperfezioni, qualche errore tecnico di troppo così come alcune palle perse (che possono costare caro contro avversari più spietati), però la sensazione è che la strada intrapresa da Tudor sia quella giusta, perché la Juventus ha in rosa gli elementi giusti per trovare equilibrio e solidità con il 3-4-2-1.

 

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