Bonucci: "Juve e Milan? Sono stato amato ed odiato"
Bonucci ha quindi parlato della sua carriera caraterizzata da elogi, ma anche aspre critiche: “Non mi sono mai nascosto, ho sempre fatto quello che pensavo fosse giusto. Quando sei così crei contrasto e discussione. È stato l’insieme della mia carriera che è passata dall’essere osannato come giocatore della Juve, ad essere odiato per il trasferimento al Milan e poi amato di nuovo con la Nazionale ed odiato alla prima giornata di campionato con fischi ed insulti. Per me erano benzina, dimostrare di essere sempre lo stesso mi ha permesso di raggiungere i miei obiettivi. Penso di essere una persona buona e schietta. Ho dell’ego, ma so anche essere tenero ed amico. Queste sono le mie caratteristiche, il mio ego mi ha fatto fare grandi cose, ma ha anche creato situazioni difficili da gestire. Non ho rimorsi o rimpianti, ho chiuso bene la carriera”. Quindi sull'importanza del lavoro psicologico: “Ho iniziato nel 2008 quando il mental coach era un tabù. Tanti mi definivano un debole perché mi facevo aiutare, ma sono sempre andato avanti per la mia strada perché mi faceva stare bene. Ho fatto un percorso che mi ha aiutato tanto nei momenti difficili per spostare l’attenzione su quello che era importante e sugli obiettivi che volevo raggiungere. Oggi fortunatamente si parla sempre più spesso di queste figure, tutti hanno un lato di debolezza. Tirarlo fuori non ci rende deboli, ma ci fa solo migliorare”.
