Perin, no al Mondiale per Club. Ma perché ha deciso di operarsi ora?
Ma l’infortunio di Mattia Perin deve preoccupare? Assolutamente no. Prima certezza: non si tratta di un trauma recente, ma di una lussazione al mignolo della mano destra, con cui il portiere della Juventus conviveva da un po’ e che sembrava potesse essere un problema passeggero, comunque tale da non impedirgli di allenarsi con una certa regolarità. Ma una volta concluso il campionato dei bianconeri con la conquista di un posto in Champions League, l’intervento chirurgico effettuato il 26 maggio si è reso necessario perché non avrebbe avuto senso attendere ancora. Già, anche a rischio di saltare l’ultimo appuntamento della stagione: il Mondiale per Club, in programma negli Stati Uniti dal 14 giugno al 13 luglio.
Il comunicato ufficiale della Juventus, ricco di inevitabili tecnicismi, parla di “artrodesi della articolazione interfalangea prossimale del quinto dito della mano destra, resasi necessaria in seguito a una artrosi post-traumatica in sublussazione inveterata”. La prognosi? «Il giocatore potrà tornare in campo all’incirca tra otto settimane». Vale a dire che Perin sarà di nuovo a disposizione per riprendere gli allenamenti intorno a fine luglio, tre settimane prima dell’avvio del campionato 2025-26. Negli Stati Uniti, dunque, Mattia non andrà e il suo posto sarà occupato da Giovanni Daffara, un 2004 di grandi prospettive, reduce da un’ottima stagione nella Next Gen. Il vice di Michele Di Gregorio sarà Carlo Pinsoglio.
L’assenza di Perin, dunque, è collegata solamente alla necessità di fermarsi per colpa dell’infortunio. Una sosta, naturalmente, concordata con lo staff medico juventino. Eventuali scenari di mercato non c’entrano nulla: del resto, ad oggi Perin è felicissimo di rimanere e il suo ruolo di leader unanimemente riconosciuto resta immutabile.