Che sia Platini o meno, mai più una stagione come questa
Non è detto che Platini ne abbia voglia. Ieri citava i suoi prossimi settant’anni con una folgorante battuta («Non li ho mai avuti, non so come ci si sente») e una smorfia di fatica che non sembrava recitata. Il calcio in generale logora, quello italiano consuma proprio e lui lo sa bene. Non è detto che la proprietà del club ne abbia voglia. Platini è amico di John Elkann e di Andrea Agnelli, ma le strategie della famiglia non sono mai state condizionate dagli affetti e dalle suggestioni. Negli ultimi mesi non si trovavano riscontri sul fatto che Platini rientrasse nei progetti di ristrutturazione societaria, ma le cose possono cambiare e sognare non costa nulla.
Quello che costerebbe, e non poco, per il popolo bianconero sarebbe affrontare un’altra stagione come quella che è finita a Venezia, con l’agognata qualificazione Champions arrivata al termine di un percorso di delusioni, brutte partite e qualche umiliazione. Il modo con cui è sempre stato riempito lo stadio dimostra tutto l’amore dei tifosi juventini per il club, anche quando non vince. Quell’amore che ha strofinato l’anima di Platini, scaldandola un poco.
