Le richieste di Tudor
All’allenatore croato è stata ribadita la stessa fiducia incassata giorni fa dalla proprietà, con il contatto avuto con John Elkann decisivo per cambiargli l’umore e dargli nuova linfa in vista del Mondiale per Club. Ebbene: quello di ieri è stato un attestato ugualmente importante e anche per il futuro, non soltanto quello immediato, perché altri contatti e altri allenatori nel mirino per ora non sono in programma. Igor ha le sue carte, le migliori possibili in questo momento da giocare. Ha un torneo all’orizzonte per ribadire quanto meriti di guidare il club - e dovrà disputarlo in maniera seria - e un contratto già attivo per la prossima annata. Evidentemente, un paio di richieste potrebbe avanzarle nel caso in cui guadagnasse ulteriore credito e fiducia.
La prima: un prolungamento di almeno un anno in grado di blindarlo alla panchina juventina, così da non entrare nel 2025-2026 con un progetto già in scadenza. La seconda: avere uno staff più robusto, poter portare dentro i suoi uomini e non limitarsi solo le figure di Javorcic (storico collaboratore e attuale vice) e Rogic, preparatore dei portieri con Orsini; l’obiettivo diventerebbe quello di ampliare i punti di riferimento, oltre a un aspetto di modernizzazione non secondario secondo le metodologie di lavoro del mister.
