Tudor, fiducia Juve confermata: ora le richieste dal contratto al mercato

Primo incontro positivo tra Comolli e Igor: si sono parlati schiettamente. Il nuovo dg ha chiesto un Mondiale "serio", il tecnico ha spiegato il suo piano

TORINO - Prendere coscienza e conoscenza: sembrano sfumature, ma non lo sono affatto. Il primo giorno di Damien Comolli da Direttore Generale della Juventus si è composto principalmente di questi due aspetti, oltre all’insieme di incontri, strette di mano, nomi da memorizzare e dossier da studiare. Per le valutazioni, ecco, passare nelle prossime ore, già oggi con ogni probabilità, perché il tempo è pronto a farsi l’avversario numero uno del dg, tra una squadra comunque da allestire e un progetto totalmente da rilanciare.

Arrivato intorno alle 11 nella sede della Continassa, sulla scrivania nuova di zecca il dirigente francese ha spulciato il faldone più ingombrante, cioè quello del direttore sportivo. Poi è passato alla guida tecnica, e lì un riferimento era ben più chiaro, contorni e lineamenti di Igor Tudor, con il quale c’è stato un approccio iniziale, un saluto andato però al di là di una formalità da espletare.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Le richieste di Tudor

All’allenatore croato è stata ribadita la stessa fiducia incassata giorni fa dalla proprietà, con il contatto avuto con John Elkann decisivo per cambiargli l’umore e dargli nuova linfa in vista del Mondiale per Club. Ebbene: quello di ieri è stato un attestato ugualmente importante e anche per il futuro, non soltanto quello immediato, perché altri contatti e altri allenatori nel mirino per ora non sono in programma. Igor ha le sue carte, le migliori possibili in questo momento da giocare. Ha un torneo all’orizzonte per ribadire quanto meriti di guidare il club - e dovrà disputarlo in maniera seria - e un contratto già attivo per la prossima annata. Evidentemente, un paio di richieste potrebbe avanzarle nel caso in cui guadagnasse ulteriore credito e fiducia.

La prima: un prolungamento di almeno un anno in grado di blindarlo alla panchina juventina, così da non entrare nel 2025-2026 con un progetto già in scadenza. La seconda: avere uno staff più robusto, poter portare dentro i suoi uomini e non limitarsi solo le figure di Javorcic (storico collaboratore e attuale vice) e Rogic, preparatore dei portieri con Orsini; l’obiettivo diventerebbe quello di ampliare i punti di riferimento, oltre a un aspetto di modernizzazione non secondario secondo le metodologie di lavoro del mister.

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Il tema mercato

Sul mercato, invece, la linea era comune e assolutamente condivisa con chi c’era prima e le intenzioni dei protagonisti attuali non sembrano modificate. Tutt’altro. In casa Juve c’è la consapevolezza di dover aggiungere tre o quattro elementi in grado di alzare il livello qualitativo del gruppo, almeno uno per reparto, con un occhio più attento alle dinamiche dell’attacco e in particolare alla scelta del numero nove. C’è la situazione Vlahovic a tenere banco e dovrà essere maneggiata con estrema cautela; c’è la possibilità di riportare Kolo Muani ed è oggettivamente un’occasione ghiotta.

Comunque, i due ne parleranno ancora e ancora. Del resto, davanti si spalancano giorni immediatamente decisivi per fare la Juventus e Tudor sarà una presenza costante nelle sedi delle valutazioni, con le sue indicazioni, la conoscenza approfondita del gruppo, che andrebbe a ritoccare volentieri con un difensore di livello e un centrocampista prevalentemente di gamba, in attesa poi di capire come ci si muoverà sul fronte cessioni.

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Comolli-Chiellini, passo dopo passo

Per Comolli c’è stata quindi l’occasione di conoscere l’intero quartier generale, dall’Allianz Stadium scorto dalla finestra del suo ufficio fino alla parte del JHotel dedicata alla squadra. Lì ha pranzato con le massime autorità bianconere, dal presidente Gianluca Ferrero all’amministratore delegato Maurizio Scanavino. Lì era ovviamente presente anche Giorgio Chiellini, con il quale sta per partire il nuovo sodalizio che ha il compito di trasformare il passato in un futuro vincente. L’ex capitano e oggi Director of Football Strategy è stato il primo ad arrivare e l’ultimo a salutare: sarà lui a guidarlo nelle dinamiche più belle ed emozionanti, ma pure in quelle più feroci, alle quali toccherà presto abituarsi.

Tante belle intenzioni, in linea teorica. La pratica sarà tuttavia da costruire passo dopo passo, e quello iniziale è arrivato in un giorno di pioggia, senza tifosi e con un picco di preoccupazione raramente registrata a Torino. La grande scalata del francese non sarà allora soltanto quella in classifica, ma più a fondo e più complicata: deve arrivare al cuore degli juventini, e in brevissimo tempo.

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TORINO - Prendere coscienza e conoscenza: sembrano sfumature, ma non lo sono affatto. Il primo giorno di Damien Comolli da Direttore Generale della Juventus si è composto principalmente di questi due aspetti, oltre all’insieme di incontri, strette di mano, nomi da memorizzare e dossier da studiare. Per le valutazioni, ecco, passare nelle prossime ore, già oggi con ogni probabilità, perché il tempo è pronto a farsi l’avversario numero uno del dg, tra una squadra comunque da allestire e un progetto totalmente da rilanciare.

Arrivato intorno alle 11 nella sede della Continassa, sulla scrivania nuova di zecca il dirigente francese ha spulciato il faldone più ingombrante, cioè quello del direttore sportivo. Poi è passato alla guida tecnica, e lì un riferimento era ben più chiaro, contorni e lineamenti di Igor Tudor, con il quale c’è stato un approccio iniziale, un saluto andato però al di là di una formalità da espletare.

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