Thuram e Torino tra calcio e auto
Il racconto prosegue e si sposta su Torino città: "Sono nato in italia, ho vissuto qui i miei primi cinque anni di vita, ma mi sento più francese comunque. Sono cresciuto con una cultura francese, genitori francesi. Mi ricordo che abitavamo in un parco, dove andavo a giocare con mio fratello: ci divertivamo molto. Mi ricordo un po’ la scuola, cosa mangiavo: mi piaceva molto la focaccia quando ero piccolo, mi fa piacere tornare in questa città. Fa riaffiorare le poche cose che ho vissuto qui. È bello vedere alcuni lati della città che non si vedeno tutti i giorni perché non si vive necessariamente da una parte. E davvero, questo fa venire voglia di vincere di vincere trofei con questa città". E a proposito di città, Torino non è famosa solo per il calcio: "Rappresenta sicuramente una delle città più importanti al mondo per il settore dell’auto".
Poi aggiunge: "Sì, c’è un parallelo tra il mondo dell’automobile e il mondo del calcio, perché ci sono persone che sono lì per costruire un’automobile e ovviamente dopo si vedono le prestazioni dell’automobile; nel calcio ci sono persone che non sono molto visibili nel club che sono lì per aiutarci ad essere performanti per il weekend. Cerchiamo di stare bene fisicamente, diciamo che il fisico è un po’ il motore della macchina, ma come ho detto ci sono molte persone che ci aiutano ad essere al meglio per il giorno della partita e penso che questo sia il mio modo di vederlo. Si sa che Torino è una città molto speciale, che si intende bene di automobili, e tutto ciò che riguarda le prestazioni. E penso che questo riflette anche il club, che è un club molto grande, il più grande club d’Italia: può farmi crescere sia da un punto di vista sportivo che umano, cerca l'eccellenza in ogni stagione".
