Dovrebbe esserci anche Douglas Luiz. Dovrebbe essere presente nella lista dei calciatori che varcheranno il cancello della Continassa. Dovrebbe essere presente tra gli effettivi che, questa mattina, correranno intorno al campo del Training Center. Tocca muoversi con prudenza lungo un filo, vestendo i panni dell’equilibrista, evitando di capitombolare da una parte o dall’altra. E, quindi, tocca usare tutti i condizionali del caso. Perché il centrocampista brasiliano era atteso già il 24 luglio, al primo giorno di raduno, prima di diventare il caso di questo inizio di stagione. Atteso, mai arrivato. Dopo i contatti tra club e entourage, l’apertura ad un rientro a Torino a inizio settimana. In ogni caso, qualunque sia la prossima mossa di Douglas, abbiamo almeno due certezze, per cui non serve andarci cauti a forza di condizionali. La prima, sarà multato dalla Juventus. Troppo grave il suo comportamento, per cui ha reso piuttosto scontata la decisione di ricorrere a sanzioni disciplinari. La seconda, è sul mercato. Adesso, torniamo ai punti di domanda che cercano ancora una soluzione che li trasformi in affermativi.
Douglas Luiz, tanti estimatori in Premier
Dove andrà? Ha estimatori in Premier League, dove è ancora fresco il ricordo di quanto fatto con l’Aston Villa. I club sulle sue tracce sono diversi, lui e il suo entourage puntano ad una squadra da prime posizioni del campionato inglese. Da parte sua, la Juventus vorrebbe rientrare almeno in parte dell’investimento, fissando il prezzo di partenza intorno ai 40 milioni. Al momento, invece, non sembrano particolarmente invitanti per il brasiliano le sirene dalla Turchia, per quanto Mourinho sappia essere convincente. L’uscita di Douglas Luiz potrebbe dare il via al sistema di porte girevoli: l’obiettivo della Juventus – risolto questo problema -, è di rinforzare la mediana a disposizione di Tudor. Se vogliamo, anche una dichiarazione d’intenti: via un calciatore tecnico, ma con poco campo nelle gambe, quando c’è da correre da un’area all’altra. Dentro, invece, grinta e polmoni per dare equilibrio ad una squadra che si vuole votata all’attacco. E, per questo, sarebbe perfetto Morten Hjulmand che risponde precisamente all’identikit tracciato dal tecnico croato. Ha numeri da record quando si tratta di recuperare palloni, ma è anche abile quando c’è da amministrare o servire il compagno meglio piazzato.