INVIATO A MILANO - I gol li ha sempre fatti. Nelle piccole, nelle grandi, in Italia, in campo internazionale e pure nelle finali. E il popolo bianconero lo ricorda sempre con piacere: in pochi anni ha incarnato lo spirito Juve da subito. Nei comportamenti, negli atteggiamenti, nel modo di stare in campo e pure grazie alla capacità di fare da collante nello spogliatoio tra i grandissimi campioni coi quali ha condiviso le emozioni sul terreno di gioco. Alessandro Matri guarda con attenzione il mondo Juve. Nella sua militanza ha vissuto prima l’era Conte, poi la gestione Allegri. Ha conosciuto gruppi che sapevano fare soltanto una cosa: vincere. Sempre e comunque. Adesso il Mitra è incuriosito dalla nuova Juve di Tudor, dal vento che soffia alla Continassa da qualche mese. Aria che ha investito sì la rosa, ma anche tutto l’assetto della direzione sportiva.
Alessandro Matri, partiamo dal campo. La Juve d’agosto è prima a punteggio pieno in campionato dopo le vittorie contro Parma e Genoa. Se l’aspettava?
«La Juventus è partita bene. Sono contento per Tudor, a cui è stata data una grande possibilità con la conferma: l’ha conquistata sul campo e adesso ha avuto tempo per lavorare, perché quando entri in corsa il tempo è poco e devi incidere subito. Tra il Mondiale per Club e la preparazione estiva ha dato un’impronta importante alla squadra. Nelle prime due di campionato non ho visto un gran gioco, ci può stare, ma almeno ho visto una squadra. E non è poco».
