Alessio Tacchinardi, chi vince il confronto tra Lautaro Martinez e Kenan Yildiz? «Ma oggi non è facile dare un voto, almeno per Yildiz. Da una parte c’è l’interista, che è un giocatore fatto e finito. Dall’altra il numero dieci bianconero: lui, durante la partita, fa un po’ di più». Quali differenze hanno? «Intanto le caratteristiche. E l’argentino fa gol in maniera differente. Ha più soluzioni. Kenan utilizza poco il mancino: ci sono stati sicuramente dei gol, però da quel punto di vista può crescere». Cosa le piace di Yildiz? «Ti lascia secco: ha quel colpo lì, quello che fa impazzire i tifosi. E un esempio è quella strappata fatta con il Parma: è qualcosa che Kenan ha dentro, una caratteristica che lo rende grande».
Fa ancora rumore la giovane età del turco?
«Ecco, c’è da dire questo: Lautaro ha ormai una personalità ben definita, è questa cosa qui e lo sarà fino alla fine. E c’è altro da aggiungere...».
Prego.
«All’età di Yildiz, l’argentino non era a questo livello. Per capirci: quando Lautaro aveva 20 anni, non aveva quella personalità da 10 in pagella. Al limite da 7. Il fatto clamoroso è che Kenan abbia questo carattere. Studia per essere leader».
Cos’è cambiato negli ultimi mesi?
«Si è preso letteralmente la Juventus sulle spalle, l’equivalente di ciò che Martinez invece sta provando a mantenere in casa nerazzurra, anche con alcune dichiarazioni forti. Ma lo juventino mi ha impressionato: per me è ancora al 50% delle sue potenzialità. Ha una valigia da colmare. Con il tempo».
Per Juve-Inter, insomma, cosa si aspetta?
«Credo che sarà molto differente rispetto a quanto abbiamo visto un anno fa, a San Siro. E credo che sia molto delicata per l’Inter, perché Chivu non ha il tipo di squadra che avrebbe voluto».
Ci spieghi.
«Ha una formazione di palleggiatori, però preferirebbe un gioco molto più verticale. Alla Tudor. La Juve è più chiara, almeno in questo momento».
Cosa si augura, per i bianconeri?
«Che sia arrembante. Forte. Spavalda. La possibilità è importante e si può fare con le caratteristiche ormai insite nel gruppo: andare a prenderli uomo a uomo con grande personalità».
Le sembra una Juventus più concreta?
«Sì, e le partite puoi pure perderle o pareggiarle, ma devi uscire dalla gara dicendo questo: noi ci siamo! Non bisogna avere il braccino. Ripeto: quest’Inter non è imbattibile, ci sono delle difficoltà. Superarla è dura, però è in un momento delicato, senza un’idea chiara alla base. Poi sono curioso di un aspetto».
