Ottobre si avvicina e con l’autunno si apre la stagione della caccia al nuovo direttore sportivo in casa bianconera. Non che se ne stia avvertendo tutta questa necessità, visto l’ottimo lavoro svolto dal dg Damien Comolli in sede di campagna acquisti, supportato (in particolare sulle uscite) anche dal dt Francois Modesto. Della serie: l’apparato dirigenziale juventino sembra già ben strutturato e funzionante così come appare, tuttavia era stato lo stesso Comolli al momento del suo insediamento a giugno ad annunciare l’arrivo tra fine settembre e i primi di ottobre di un ds per completare l’organigramma della Vecchia Signora.
Juve, le parole di Comolli
Il fatto che questa figura arrivi a mercato chiuso, però, dimostra come il deus ex machina del club sia e rimanga sempre Comolli, con il nuovo direttore sportivo che fungerà da suo primo collaboratore e braccio destro all’interno di un sistema fondato sull’ex dirigente del Tolosa come pietra angolare. D’altronde lo stesso direttore generale bianconero non più tardi di 48 ore fa aveva promosso a pieni voti la sessione di mercato appena conclusasi e di riflesso anche il suo operato: “Sono davvero soddisfatto di come abbiamo condotto il calciomercato. Abbiamo cercato di trovare il giusto equilibrio tra la situazione finanziaria, soprattutto sul Fair Play Finanziario Uefa, e la rosa da rendere competitiva che abbiamo cercato di rinforzare. Penso che siamo riusciti a farlo”.
Comolli, buona la prima
Buona la prima estate juventina per Comolli, che ora scruta l’orizzonte. Un candidato autorevole alla poltrona di ds resta Marco Ottolini. L’uomo-mercato del Genoa nell’ultimo triennio ha riportato prima il Grifone in A e poi l’ha condotto a ritagliarsi un ruolo importante nella massima serie all’insegna della sostenibilità e generando numerose plusvalenze (Dragusin, Gudmundsson, Martinez, De Winter ecc). Tra l’altro il dirigente bresciano conosce molto bene il mondo Juve per aver fatto parte dello staff di Federico Cherubini come scout, oltre a vantare grande dimestichezza e relazioni importanti nel mercato interno. A differenza di chi dovesse arrivare dall’estero, anche se in quel caso porterebbe con sè una visione certamente più internazionale.
