Bernardo Silva verso l'addio al Manchester City
La sua è una fase crepuscolare - esattamente come quella del ciclo Guardiola a Manchester - ma l’apporto che può offrire non si discutono. Usato sicuro. E che usato. La Juve ci pensa e ci penserà, raccogliendo le prime informazioni con l’entourage del giocatore, che vuole prima regalarsi un anno magnifico: col club e poi al Mondiale col Portogallo. In primavera, però, dovrà iniziare a ragionare sul futuro e mai come stavolta potrebbe sentire l’esigenza di vivere una nuova sfida. In Europa, in America o negli Emirati Arabi, a seconda della soglia di fame che avrà ancora. Alla Continassa sperano che il fuoco di Bernardo Silva sia vivo come quello di De Bruyne, che si è messo in discussione con Antonio Conte, non esattamente il prototipo dell’allenatore rilassato e privo di ambizioni. Il portoghese con Guardiola è diventato una leggenda al City. Vincendo tutto e conquistando una credibilità unica. La Juve non è il cimitero degli elefanti, ma un club nel quale un parametro zero di questa caratura sarebbe vitale. Un ruolo glielo si trova, ad uno così. A prescindere da allenatore, moduli e qualsivoglia tatticismo. Bernardo Silva, d’altronde, è Bernardo Silva.
