Pagina 2 | Centrocampo Juve in fermento, Milinkovic idea mercato. Locatelli nel mirino: la moglie sbotta

Testa bassa, pedalare, far sì che no, non capiti più. La Juve ha poche ricette per ripartire e non ha intenzione di sprecarne nemmeno una: vuoi perché non ce ne sarebbe motivo, vuoi perché non ci sarebbe nemmeno il tempo. Il rischio è che da oggi, complice il risultato di Napoli, la squadra di Tudor si ritrovi già a inseguire, e che quindi il pari di Verona finisca persino per ridimensionare un avvio quantomeno incoraggiante. Esagerato? Fino a un certo punto. Sarà anche inizio campionato, ma alcune situazioni sono già palesi, a prescindere dalla luce che c’è intorno. Del tipo: la coperta a centrocampo è corta, che più corta non si può. E infatti, al Bentegodi, Igor non ha potuto dar seguito alle idee avute in settimana: ritrovare Locatelli dal primo minuto - in una settimana comunque particolare per il capitano, diventato papà per la seconda volta - e magari far riposare Khephren Thuram, ritrovando McKennie centrale e lanciando Joao Mario a destra dal primo minuto.

Thuram uno dei peggiori in campo a Verona

No, alla fine il tecnico non si è fidato: spazio di nuovo al francese, contro l’Hellas uno dei peggiori in campo, soprattutto per una questione di condizione atletica. Non ne aveva, e si è visto pure con il Borussia. Non ne aveva, ed è andato comunque in campo. Semplicemente per mancanza di alternative, o quantomeno di alternative all’altezza. Ecco: è un discorso che ritorna, ipotizzato persino agli sgoccioli del mercato, e pensiero condiviso pure da parte dei giocatori, i primi a essere consapevoli di quanto ci sia da stringere i denti per i compiti (dispendiosi) richiesti dall’allenatore e la necessità di portare a casa punti. Anzi: tre punti. Perché è come diceva Luca Vialli: a Torino la vittoria è un sollievo, non qualcosa da festeggiare. Tant’è, la settimana che porterà all’Atalanta, ossia alla gara della possibile riscossa, inizierà inevitabilmente in salita, e con il punto generale pronto ad abbracciare più visioni, più punti di vista, magari sguardi sul futuro e in particolare in direzione gennaio. L’ultima finestra, per quanto conclusa con i fuochi d’artificio, è stata universalmente accettata come incompleta. Non per giudizi di forma, semmai per contenuti attesi e non arrivati. Del resto, fino al gong, la Juventus ha cercato di regalare a Tudor un esterno a destra, e soltanto qualche settimana prima aveva deciso di destinare all’attacco l’investimento inizialmente ipotizzato per il centrocampo. Alla base, la consapevolezza generale di un azzardo: provare a ritrovare Teun Koopmeiners in un’altra veste, pur decisiva. No, niente. Niente ancora, almeno. Se sarà, si vedrà.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Idea Milinkovic

Intanto, la necessità di un colpo in mezzo si è fatta più marcata, più visibile, così evidente da generare un po’ di inquietudine, specialmente quando - come in quest’ultimo caso - le sfide e i viaggi inizieranno a sommarsi, e l’entusiasmo non basterà a mascherare difficoltà fisiche complicate da rimontare. Non a caso, per quanto lontano, un nome emerso nelle ultime ore è stato quello di Sergej Milinkovic-Savic, oggi all’Al-Hilal, con contratto in scadenza a giugno 2026. Stavolta non ci sarebbe Lotito di mezzo, e nemmeno una iper valutazione dalla quale tenersi lontani: ci sarebbe il giocatore, la maturità dei suoi 30 anni compiuti a febbraio, la possibilità paventata di poterlo rimettere in pista nel calcio che conta. Al quale SMS vorrebbe far ritorno. Soprattutto dopo il super incasso di tre stagioni in Arabia, ancor di più dopo le questioni fiscali praticamente chiuse. Eh, strada in discesa. Mentre si fa più impervia quella del capitano, fuori al 45’ con il Verona e bersagliato sui social persino nel post che celebra la nascita del piccolo Edoardo. A rispondere, la moglie Thessa: «Ma perché questa cattiveria?».  

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Idea Milinkovic

Intanto, la necessità di un colpo in mezzo si è fatta più marcata, più visibile, così evidente da generare un po’ di inquietudine, specialmente quando - come in quest’ultimo caso - le sfide e i viaggi inizieranno a sommarsi, e l’entusiasmo non basterà a mascherare difficoltà fisiche complicate da rimontare. Non a caso, per quanto lontano, un nome emerso nelle ultime ore è stato quello di Sergej Milinkovic-Savic, oggi all’Al-Hilal, con contratto in scadenza a giugno 2026. Stavolta non ci sarebbe Lotito di mezzo, e nemmeno una iper valutazione dalla quale tenersi lontani: ci sarebbe il giocatore, la maturità dei suoi 30 anni compiuti a febbraio, la possibilità paventata di poterlo rimettere in pista nel calcio che conta. Al quale SMS vorrebbe far ritorno. Soprattutto dopo il super incasso di tre stagioni in Arabia, ancor di più dopo le questioni fiscali praticamente chiuse. Eh, strada in discesa. Mentre si fa più impervia quella del capitano, fuori al 45’ con il Verona e bersagliato sui social persino nel post che celebra la nascita del piccolo Edoardo. A rispondere, la moglie Thessa: «Ma perché questa cattiveria?».  

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