Testa bassa, pedalare, far sì che no, non capiti più. La Juve ha poche ricette per ripartire e non ha intenzione di sprecarne nemmeno una: vuoi perché non ce ne sarebbe motivo, vuoi perché non ci sarebbe nemmeno il tempo. Il rischio è che da oggi, complice il risultato di Napoli, la squadra di Tudor si ritrovi già a inseguire, e che quindi il pari di Verona finisca persino per ridimensionare un avvio quantomeno incoraggiante. Esagerato? Fino a un certo punto. Sarà anche inizio campionato, ma alcune situazioni sono già palesi, a prescindere dalla luce che c’è intorno. Del tipo: la coperta a centrocampo è corta, che più corta non si può. E infatti, al Bentegodi, Igor non ha potuto dar seguito alle idee avute in settimana: ritrovare Locatelli dal primo minuto - in una settimana comunque particolare per il capitano, diventato papà per la seconda volta - e magari far riposare Khephren Thuram, ritrovando McKennie centrale e lanciando Joao Mario a destra dal primo minuto.
Thuram uno dei peggiori in campo a Verona
No, alla fine il tecnico non si è fidato: spazio di nuovo al francese, contro l’Hellas uno dei peggiori in campo, soprattutto per una questione di condizione atletica. Non ne aveva, e si è visto pure con il Borussia. Non ne aveva, ed è andato comunque in campo. Semplicemente per mancanza di alternative, o quantomeno di alternative all’altezza. Ecco: è un discorso che ritorna, ipotizzato persino agli sgoccioli del mercato, e pensiero condiviso pure da parte dei giocatori, i primi a essere consapevoli di quanto ci sia da stringere i denti per i compiti (dispendiosi) richiesti dall’allenatore e la necessità di portare a casa punti. Anzi: tre punti. Perché è come diceva Luca Vialli: a Torino la vittoria è un sollievo, non qualcosa da festeggiare. Tant’è, la settimana che porterà all’Atalanta, ossia alla gara della possibile riscossa, inizierà inevitabilmente in salita, e con il punto generale pronto ad abbracciare più visioni, più punti di vista, magari sguardi sul futuro e in particolare in direzione gennaio. L’ultima finestra, per quanto conclusa con i fuochi d’artificio, è stata universalmente accettata come incompleta. Non per giudizi di forma, semmai per contenuti attesi e non arrivati. Del resto, fino al gong, la Juventus ha cercato di regalare a Tudor un esterno a destra, e soltanto qualche settimana prima aveva deciso di destinare all’attacco l’investimento inizialmente ipotizzato per il centrocampo. Alla base, la consapevolezza generale di un azzardo: provare a ritrovare Teun Koopmeiners in un’altra veste, pur decisiva. No, niente. Niente ancora, almeno. Se sarà, si vedrà.