Prestito, aumento di capitale, nuovo Cda: si cambia
Ieri, nel corso del pomeriggio, prima è stato annunciato un prestito obbligazionario da 150 milioni e poi il Consiglio di Amministrazione ha confermato che sarà varato un aumento di capitale di circa 80 milioni. Se la prima operazione è strettamente finanziaria (per quanto comunque destinata a consolidare la potenza economica del club), la seconda andrà a incidere in modo più diretto sulla squadra e sulla competitività. E, in ogni caso, si tratta di denaro che entra nelle casse del club, a testimonianza della volontà della famiglia di rilanciare la Juventus. Poi, i soldi, vanno spesi bene e l’ultima stagione non è esattamente un buon esempio, tant’è che gli effetti si sono sentiti nella campagna acquisti estiva (inevitabilmente zoppa, come le prime partite hanno dimostrato evidenziato qualche buco) e si riflettono anche nel bilancio, dove i ricavi da Champions e Mondiale per club, uniti a un relativo contenimento dei costi, hanno mitigato le perdite. È ancora lontano il pareggio di bilancio, che la Juventus ha fissato come obiettivo del 2026-27, ma sono anche più lontani gli abissi del -200 milioni di un anno fa.
La prossima estate il budget di mercato potrebbe essere più ampio. L’estinzione di contratti coime quello di Vlahovic alleggerirà il peso del monte ingaggi liberando spazio per altri campioni. E se Motta trovasse una squadra sarebbe un altro risparmio importante. La possibilità di migliorare la squadra esiste, ma sarebbe importante che crescesse anche la rosa attuale, che qualche giocatore compisse un salto di qualità in modo da consentire di continuare la costruzione e non di ricominciarla da capo ogni volta. L’arrivo, imminente, di un direttore sportivo completerà un organigramma nel quale è aumentata la competenza calcistica e anche questo è un segnale.
