La strada fuori e dentro dal campo
La Juventus è sulla buona strada, ma ne deve fare ancora molta, sia sul piano economico che su quello tecnico. In compenso la proprietà mette a disposizione i mezzi e sceglie un profilo più sportivo per la governance: l’addio di Scanavino e i maggiori poteri a Comolli sono scelte di chi, passata la bufera, vuole ricostruire una squadra non solo mettere a posto i conti. E lo stesso vale per l’ingresso di Chiellini nel Consiglio di Amministrazione, finora riservato a super tecnici, lontani dalle cose di calcio e addetti a sistemare le problematiche legali, fiscali e borsistiche.
C’è la voglia di tornare un top club, è palpabile. C’è la consapevolezza che si tratta di risalire una via impervia. Ci vuole forza e pazienza, ci vogliono scelte giuste (il margine di errore si assottiglia dopo ogni fallimento) e ci vogliono vittorie. Perché, alla fine, il ritorno al top del calcio europeo passa anche dalla partita contro l’Atalanta di oggi. Un passo dopo l’altro, senza fermarsi, e si può anche finire la maratona.
