Yamal, Messi e chi vince lo Scudetto
Perché così pochi giocatori fanno la sua stessa scelta? «Perché oggi comandano i procuratori. Alcuni creano delle guerre tra club e giocatori. Sono della generazione di Maldini, Totti e Del Piero: per me la gratitudine è tutto».
L’Italia ce la farà ad andare ai Mondiali? «Speriamo, altrimenti sarebbe un dramma. Adesso ci sono due partite importanti, ma alla portata. Di sicuro non è colpa degli allenatori: Spalletti è un maestro. Se non ce l’ha fatta nemmeno lui a risollevare la Nazionale significa che i problemi sono molto più profondi».
Quali sono i giocatori che la fanno ancora innamorare del calcio? «Yamal: un fenomeno assoluto. Fa delle cose difficili persino da immaginare, speriamo non si bruci. Ma un altro Messi non nascerà a breve».
L’ha mai conosciuto di persona? «Sì, me lo fece conoscere Alexis Sanchez a Barcellona. Ci siamo visti in privato. Mi emoziono raramente, quella volta però ero felice come un bambino. Poi ho capito perché Leo è il più grande di tutti: è una persona di una semplicità unica. Impossibile non apprezzarlo».
Quale allenatore le sarebbe piaciuto avere? «Ho avuto allenatori bravissimi, da tutti ho imparato qualcosa. Magari se avessi avuto uno come Gasperini avrei fatto più di 30 gol, ma io avevo poca voglia di correre e lui pretende tanto (ride, ndr). Ora alla Roma ha un’occasione enorme per dimostrare quanto vale: avrà successo anche stavolta».
Chi vince lo scudetto? «Sarà un duello Conte-Allegri: sono due fenomeni». E dire che Conte poteva tornare alla Juve, in estate. «Meglio così, per me che sono napoletano. Antonio è un grandissimo, spero si ripeta anche quest’anno».
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