Ottolini, prima di tutto...
Stila persino il RQR (Relation Quality Rating), indice che sintetizza la prolificità del rapporto tra la Juve e i club esteri. Crea tre diverse chat su Whatsapp, sempre per ottimizzare i rapporti con società e intermediari: la prima per le informazioni più urgenti sui giocatori in prestito, la seconda per le segnalazioni scouting delle società partner e la terza solamente interna tra l’Area Loan Players e Club15 a supporto dell’attività quotidiana. Pianificazione prima di tutto. Ottolini nella tesi rimarca l’importanza di un ds esclusivo per l’estero. Una traccia fondamentale per capire il perché sia entrato nelle grazie di Comolli, attratto dalla prospettiva di portare a bordo un dirigente innovativo, lontano dagli antichi retaggi su questo ruolo. Un uomo naturalmente portato ad andare oltre i confini italiani: l’ultimo mercato estivo, del resto, rappresenta un assaggio della strada presa dalla Juve. Il “ministro degli Esteri”, come l’ha definito Fusco cinque anni fa nella postfazione della tesi, ambisce a riprendersi la poltrona.
Sorrentino: "Ha una preparazione fuori dal comune"
Stefano Sorrentino, oggi direttore tecnico del Bra in Serie C, è stato compagno di corso di Ottolini a Coverciano. L’ex portiere non usa mezzi termini per definirlo: "È un professionista straordinario, ha un livello di preparazione fuori dal comune. E poi è un’ottima persona, dalla mentalità aperta: parliamo di un uomo abituato ad avere contatti con tantissimi addetti ai lavori". Già, è proprio così. In questo senso è stato agevolato, soprattutto nei contatti proficui con l’estero, dalla predilezione verso l’apprendimento delle lingue straniere. Con l’inglese ha una storia molto particolare, raccontata sempre all’interno della tesi presentata per diventare ds: la sorella, appassionata di musica, portava alcune cassette a casa. Ottolini un giorno canticchiava una canzone, che la sorella ha subito riconosciuto: era “Another One Bites the Dust” dei Queen. Dalla stima per Freddie Mercury scatta l’affezione per l’inglese. Inizialmente, dopo aver appeso le scarpe al chiodo, Ottolini scelse di frequentare Scienze Motorie all’Università. "Dopo otto esami in due anni cambiai idea", racconta il dirigente. Passa a Lingue: impara pure tedesco, francese e spagnolo. I suoi idoli calcistici furono Rui Barros, Casiraghi e Roberto Baggio, che poi ha conosciuto di persona al Brescia.
