Dalla mancata serie A alla scelta di diventare agente
Quando da calciatore capì che non sarebbe arrivato in Serie A, decise di diventare un agente. All’Anderlecht, in principio, si fece apprezzare anche per il trasferimento di Walter Baseggio al Treviso: era il 2005, Ottolini aveva appena 25 anni e aveva avuto un ruolo chiave. In qualche modo, il passaggio in Belgio, lo salvò dal punto di vista professionale. Anche perché il ds oggi al Genoa non era più appagato, come spiega nell’elaborato: "Seguire calciatori per anni a ricavo zero e vederseli soffiare in maniera “equivoca” nel momento in cui stavano diventando importanti mi pesava molto". Il giro lungo in Europa l’ha poi condotto fino alla Juve. interessante, nella prefazione della tesi, la considerazione di Cherubini su Ottolini: "La sua storia di ex calciatore, il coraggio nell’affrontare l’estero, la sua esperienza da agente unita alle sue qualità mi ha fatto capire che lui fosse la persona giusta: appena ha chiuso con l’Anderlecht è entrato nella nostra famiglia sportiva". E conclude: "Nei top club europei si può operare valorizzando il patrimonio tecnico anche attraverso lo sviluppo di partnership, condividendo conoscendo e agevolando operazioni di mercato". Esattamente il ritratto di Marco Ottolini.
