L'esperienza e la pressione alla Juventus
Prima di approdare al Bayern Monaco e successivamente allo United De Ligt ha vestito la maglia della Juventus. Il difensore arrivò ad una cifra molto importante (75 milioni di euro) nell'estate del 2019 (a 19 anni) giocando per tre stagioni (117 partite e 8 gol) vincendo una Supercopa, una Coppa Italia e uno Scudetto prima di essere ceduto ai bavaresi nell'estate del 2022 per 67 milioni di euro: "Quando vai alla Juventus per 75 milioni di euro, con tutte quelle aspettative, è finita: non puoi commettere errori. È normale diventare più ansioso. Sei giovane e a volte è difficile perché non sei abituato a quella pressione. È sempre facile giudicare dall'esterno, tipo 'Oh, non sta facendo quello che dovrebbe'. Ma alla fine siamo tutti esseri umani. Quando hai 19 anni e raggiungi i traguardi che ho ottenuto io all'Ajax, vincendo il Golden Boy, il trofeo Kopa ed entrando nella squadra dell'anno, la gente pensa che continuerai sempre solo a crescere. A quell'età ti affidi all'intuito e a me andava bene. Poi in Italia ho capito di dover ragionare di più e all'inizio ho avuto tanti problemi".
"Sono stato una parte importante della squadra"
Nell'avventura bianconera il giocatore l'olandese aveva mostrato il suo valore ma spesso finiva nell'occhio della critica o per errori grossolani o per i troppi rigori concessi. Il giocatore spesso è stato anche vittima di infortuni come quelli che hanno complicato una delle stagioni in bianconero (saltato i primi 2 mesi per un intervento alla spalla e poi Covid a gennaio), De Ligt ribadisce che in forma è sempre stato un fattore: "Alla Juve sono stato per tre anni e ho giocato ogni partita quando stavo bene, vincendo uno Scudetto. Al Bayern la stessa cosa, quando sono stato bene fisicamente ho sempre giocato. Forse la gente crede che io non abbia rispettato le aspettative che avevano tutti quando avevo 19 anni. Ma se guardi alla mia carriera ho giocato sempre e sono stato una parte importante della squadra".