La rete del raddoppio e il dialogo con Perin
Nella ripresa la Juve si abbassa un po' e Spalletti non gradisce: sbraccia, passeggia nervosamente e si lamenta di alcune potenziali occasioni non sfruttate da Vlahovic. Rabbia e disperazione dopo un errore difensivo di Gatti e uno offensivo di Openda: quest'ultimo lascia spazio a Conceicao per il primo cambio nelle file bianconere. Dopo un altro gol sbagliato da Vlahovic, il tecnico calcia via una bottiglietta. Alla fine il secondo gol arriva grazie alla ribattuta di Cambiaso: anche stavolta Spalletti non esulta e ne approfitta per dare indicazioni a Koopmeiners, chiedendogli di non salire troppo. Spalletti inizia a pensare ad altri cambi. Dopo un confronto con lo staff, chiama a sé Perin, uno dei leader dello spogliatoio. "Adzic ci sta bene in questa partita qua?", chiede il tecnico. Il portiere lascia intendere che può essere un'opzione: "Fisicamente è una bestia, è forte".
La preghiera finale
Alla fine entra proprio Adzic, assieme a Joao Mario, ed esce un Thuram che riceve i complimenti del mister. La Juve perde palla in alto, subisce la ripartenza della Cremonese che trova il gol con Vardy. Spalletti si lamenta col quarto uomo: "Ma è fallo!". Poi dice a Locatelli di andare a parlarne con l'arbitro Chiffi, il quale, dopo un breve dialogo con la sala var, fa cenno che il gol è buono. Ultimi minuti di sofferenza. Su una punizione in zona d'attacco per la squadra di casa, Spalletti sussurra: "Dai Gianluca, è ancora bella lunga", in riferimento al compianto Gianluca Vialli, figlio di Cremona e leggenda della Juve. Nel recupero si arrabbia con il quarto uomo e Chiffi per una rimessa laterale invertita, beccandosi il giallo e gridando: "Ma come fai a non vederlo!?". Fischio finale, la Juve vince e Spalletti va a scusarsi con l'arbitro in mezzo al campo per la sfuriata precedente. Nel giorno del 128° compleanno della Juve, Spalletti vince al debutto in panchina: nel complesso può ritenersi soddisfatto.
