Sono due immagini da riporre nel cassetto delle istantanee che regalano speranza, e non preoccupazione, quelle che catturano l’uscita dal campo di Dusan Vlahovic e Locatelli sdraiato a terra in preda ai crampi. Perché raccontano di una squadra che ha dato tutto: dalla piena disponibilità a mister Spalletti ai chilometri macinati in campo. Nessuno dei due, però, ha fatto scattare il campanello d’allarme alla Continassa, nessuna visita eccezionale e nemmeno un piano B che preveda la loro assenza nel Derby della Mole. In particolar modo, era l’attaccante serbo a preoccupare l’ambiente dopo aver svelato, nell’immediato post Sporting, di aver chiesto il cambio per un fastidio al flessore. Il capitano, invece, ha pagato un eccesso di acido lattico dopo l’ennesima partita generosa. Stanchezza e nulla più, quindi, con Luciano Spalletti che può tirare un sospiro di sollievo e iniziare a immaginare l’undici titolare di sabato con loro due in campo. Il tecnico di Certaldo è salito in corsa su un treno ad alta velocità che, se si ferma nelle stazioni intermedie, lo fa solo per una manciata di minuti.

Sorprese a centrocampo?
Un ciclo di partite che si inseriscono nel calendario, una dopo l’altra, e non permettono di avere il tempo necessario per provare qualcosa di radicalmente diverso. Ieri la classica divisione in due gruppi: scarico per chi ha giocato, lavoro in campo per gli altri. Oggi l’allenamento per costruire le fondamenta e domani la rifinitura per dare continuità a quanto provato in precedenza. Insomma, difficile immaginare a questo punto che la Juventus in versione derby possa essere così differente da quella che si è vista nelle prime uscite con Spalletti. Si dovrebbe ripartire ancora dalla difesa a tre con Kalulu a destra e Koopmeiners a sinistra. In mezzo c’è la possibilità di far rifiatare e permettersi il lusso del dubbio tra Gatti e Rugani. A centrocampo, come detto, Locatelli prenota il suo slot, mentre qualche riflessione in più andrà fatta sul posto al suo fianco. Thuram è ancora alle prese con un fastidio al polpaccio che gli impedisce di avere la brillantezza e l’esplosività di inizio stagione. Dietro, intanto, si è creata la fila di chi prova a entrare tra le grazie del nuovo tecnico e conquistare un posto nelle rotazioni: Adzic o Miretti possono essere la mossa a sorpresa, ma attenzione anche all’usato garantito, McKennie.
La posizione di Cambiaso e attenzione al ginocchio di Yildiz
Dalla decisione sullo statunitense dipenderà la posizione di Cambiaso: a sinistra come contro lo Sporting, oppure a destra con Kostic sulla corsia mancina. Non è un problema, perchè l’esterno è l’ultima tessera del puzzle per definire il quadro generale, quella jolly, che puoi permetterti di mettere lì dove serve. Massima attenzione, ancora, al ginocchio di Yildiz e alla fase di gestione che si è aperta. Non dovrebbero esserci particolari problemi per il Derby - l’anno scorso, fuori casa, contro il Torino segnò quello che poi venne premiato come il miglior gol della Serie A 24/25 -, difficilmente Spalletti se ne priverà. Dall’altra parte, sul centrodestra, Conceicao può dare continuità. Discorso simile per quanto riguarda Vlahovic: ad oggi non si può prescindere dalla sua presenza in attacco, con buona pace di quel flessore che richiederebbe almeno un attimo di riposo.

