Il passaggio Tudor-Spalletti
Cosa potevate fare meglio con Tudor?
«Potevamo fare di più nella striscia di partite che non abbiamo vinto. La colpa non era solo dell’allenatore, noi avevamo tante responsabilità. Quando non vinci e sei un giocatore della Juve l’ambiente diventa pesante, ma se siamo qui dobbiamo essere pronti».
Tudor è il secondo allenatore a pagare per tutti nel giro di pochi mesi, dopo Thiago Motta.
«Abbiamo sbagliato più cose, è una somma di tanti aspetti. Ci siamo guardati allo specchio, nello spogliatoio abbiamo parlato tanto. Noi andiamo in campo, ora dobbiamo lavorare con Spalletti».
Il primo ad aver sdoganato la parola scudetto. Ma voi ne avevate mai parlato?
«Sì, certo, quando sei alla Juve devi lottare per tutto. Qui devi lottare per i titoli».
Ha già parlato singolarmente con Spalletti?
«Sì, abbiamo parlato di come mi sento e come mi trovo. Sappiamo che è un allenatore che ha vinto, ha già dimostrato di essere bravo. Speriamo ci possa davvero aiutare».
Qual è il suo ruolo?
«Mi sento meglio da esterno alto a destra. Con Tudor ho giocato più centrale: all’inizio non mi sentivo così a mio agio, poi mi sono trovato meglio. Un po’ il mister mi ha cambiato in positivo: sono molto competitivo, se vuoi crescere devi adattarti anche in altre posizioni».
Cosa sta riuscendo a trasmettervi Spalletti?
«Alla Juve si lotta per vincere, sì, ma dobbiamo anche giocare bene. A me piace questo: dobbiamo avere la palla, lui ha fatto rendere di più tanti giocatori. Spero possa migliorare anche me».
Suo padre Sergio le ha parlato del nuovo allenatore?
«Era contento che fosse arrivato qui: mi ha detto che è un grande».

