I consigli di Cristiano Ronaldo
Che lavoro fate nei settori giovanili in Portogallo? Perché riuscite a creare tanti giocatori tecnici? Abbiamo visto la qualità dello Sporting.
«Perché in Portogallo, ad un certo punto, tra il fisico e la tecnica scelgono la tecnica. In Italia si fa il contrario. Ti dà dei vantaggi subito, ma in futuro ti toglie tanto. Qui avrei fatto fatica ad emergere, sarebbe stato più complicato diventare un giocatore della Juve».
Cosa manca per vedere il miglior Conceiçao?
«Posso dare molto di più, ho tanto da dimostrare. Non ho fatto male, ma non ho ancora fatto ciò di cui sono capace. Gol e assist creano l’esatta differenza tra un buon giocatore e uno di livello top: questa è la strada che voglio seguire, puoi essere tra i migliori solo se quei numeri crescono».
Recentemente ha parlato di Juve con Cristiano Ronaldo?
«Sì, mi piace parlare con lui. Imparo molto, Cristiano qui è stato benissimo. Mi dice sempre: “Sei in un grandissimo club, ma quando non vinci le pressioni aumentano”».
Quest’anno i suoi nuovi compagni stanno facendo fatica ad emergere. Perché?
«Hanno qualità che hanno già fatto vedere in altri campionati. Dobbiamo solo aspettarli, qui in Italia è più difficile per un attaccante. E anche per giocatori che sappiano dribblare. A me piace saltare l’uomo, ma solo con l’obiettivo di pungere gli avversari. Qui ti raddoppiano sempre, è molto complicato. Ma chi dribbla sa distinguersi».
A chi si è ispirato in questo particolare?
«Cristiano Ronaldo, Messi e Neymar, ma di giocatori così ce ne sono sempre meno».

