Van der Sar promuove Koopmeiners in difesa: “Più qualità”. E sul ritorno di Del Piero alla Juve…

L’ex portiere olandese con un passato in bianconero all’evento in Bocconi: “Ora conta più la posizione del pallone. Di Gregorio? Dovrà gestire le pressioni”

Un passato tra i pali, a guidare difese e osservare il gioco. E poi, lo stesso occhio attento ed analitico a servizio dell’Ajax, dietro la scrivania. Tra i protagonisti del Football Business Forum, organizzato dalla SDA Bocconi a Milano, c’era anche l’ex Juventus Edwin van der Sar. Grande conoscitore del calcio olandese, è evidente come la discussione si sia da subito indirizzata sul connazionale Teun Koopmeiners: «Credo abbia fatto un gran lavoro, prima in Olanda e poi è arrivato il trasferimento all’Atalanta. La crescita che ha avuto lo ha portato ad essere uno dei più forti centrocampisti d'Italia. A volte nel calcio serve solo un po' più di tempo. Penso che i cambi di allenatori alla Juve non abbiano aiutato, ovviamente, o forse i bianconeri hanno giocato in un sistema diverso rispetto a quello a cui era abituato. Ma in generale è stato uno dei migliori calciatori olandesi degli ultimi anni e spero possa lasciare di nuovo il segno».

Il nuovo ruolo di Koopmeiners

Van der Sar è solo uno dei tanti commentatori a sottolineare quello che è ormai un tema ricorrente: il ruolo di Koopmeiners, i tanti cambi e la difficoltà a stare dietro le diverse richieste che arrivavano da allenatori differenti. Ora, però, la palla passa a Luciano Spalletti. Fin dalla prima conferenza stampa, il tecnico di Certaldo ha dimostrato di avere le idee chiare sul giocatore e un percorso in mente. Partire dalla difesa, collezionare una serie di prestazioni solide, fargli raccogliere i primi applausi - arrivati allo Stadium durante Juve-Sporting -, e poi fargli risalire il terreno di gioco per posizionarlo nuovamente a centrocampo. E sul ruolo di difensore è intervenuto Van der Sar: «Oggi conta più la posizione del pallone, come puoi creare triangoli e così via. In Olanda usiamo spesso un centrocampista che scende verso i due difensori centrali. Può essere una soluzione per aggiungere più qualità nel sistema di gioco».

Su Spalletti

Poi un passaggio sull’arrivo di Spalletti sulla panchina bianconera: «Non credo sia importante solo per un calciatore. Penso che alla Juventus debbano trovare il giusto tecnico per far crescere il club, c'è bisogno di stabilità perché il continuo cambio in panchina non permette lo sviluppo e questo l’ho vissuto anche io. Credo che Spalletti abbia già dimostrato il suo valore in passato, quindi bisogna dargli una chance e speriamo che il club possa tornare dove merita».

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© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Con Agnelli un buon rapporto

Ne è passato di tempo da quando Van der Sar difendeva i pali della porta bianconera, eppure le idee sull’identità e gli obiettivi del club restano chiare e sono molto simili a quelle che spesso si sentono da chi ha indossato quella maglia: «Ci ho giocato 25 anni fa, adesso sono cambiate tante cose. Avevo un buon rapporto con Andrea Agnelli. Adesso parlo qualche volta con Chiellini, nel ruolo di direttore, per quel che riguarda l’organizzazione. Non conosco tutti i giocatori, ma la Juventus deve essere forte e competere per vincere titoli».

Il ritorno di Del Piero

L’eco parte da Torino e sembra rimbombare fino a Milano. Ieri, tra i temi dell’Assemblea azionisti c’è stato anche il possibile ritorno in società di Alessandro Del Piero che di van der Sar è stato compagno di squadra: «L’ho incontrato due mesi fa in Portogallo. Una posizione in un club come manager o direttore non è facile. Ci sono tante pressioni, le abbiamo già avute da calciatori, dipende cosa vuole fare. Presidente per riportare la juventinità? Potrebbe essere, ma è una sua decisione».

Di Gregorio e la sorpresa Donnarumma

Dalla scrivania per tornare alla porta, questa volta è Di Gregorio, l’estremo difensore della Juventus, il tema affrontato: «Come si gestiscono le critiche alla Juve? Non ne so niente! (ride, ndr). Credo riguardi i calciatori, la squadra lavora ogni giorno con l’allenatore, il preparatore dei portieri, e quello è l’ambiente sicuro su cui ci si deve concentrare. Oggi in Italia ci sono i giornali, internet, i social media. Bisogna mantenere la testa sgombra. Di Gregorio ha delle qualità, ma un giocatore non riesce ogni volta a esprimerle in tutti i momenti. Quindi, credo debba avere fiducia nel giocare ogni partita, fare le parate di cui c’è bisogno per far vincere la Juve». Infine, una chiosa su Gianluigi Donnarumma, il cui passaggio estivo alla corte di Guardiola ha fatto discutere non poco: «Mi ha sorpreso il suo addio al Psg. Ma può essere sano cambiare club, campionato e Paese. Può portare qualcosa di nuovo e positivo nell’ambiente del Manchester City».

 

 

 

 

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Un passato tra i pali, a guidare difese e osservare il gioco. E poi, lo stesso occhio attento ed analitico a servizio dell’Ajax, dietro la scrivania. Tra i protagonisti del Football Business Forum, organizzato dalla SDA Bocconi a Milano, c’era anche l’ex Juventus Edwin van der Sar. Grande conoscitore del calcio olandese, è evidente come la discussione si sia da subito indirizzata sul connazionale Teun Koopmeiners: «Credo abbia fatto un gran lavoro, prima in Olanda e poi è arrivato il trasferimento all’Atalanta. La crescita che ha avuto lo ha portato ad essere uno dei più forti centrocampisti d'Italia. A volte nel calcio serve solo un po' più di tempo. Penso che i cambi di allenatori alla Juve non abbiano aiutato, ovviamente, o forse i bianconeri hanno giocato in un sistema diverso rispetto a quello a cui era abituato. Ma in generale è stato uno dei migliori calciatori olandesi degli ultimi anni e spero possa lasciare di nuovo il segno».

Il nuovo ruolo di Koopmeiners

Van der Sar è solo uno dei tanti commentatori a sottolineare quello che è ormai un tema ricorrente: il ruolo di Koopmeiners, i tanti cambi e la difficoltà a stare dietro le diverse richieste che arrivavano da allenatori differenti. Ora, però, la palla passa a Luciano Spalletti. Fin dalla prima conferenza stampa, il tecnico di Certaldo ha dimostrato di avere le idee chiare sul giocatore e un percorso in mente. Partire dalla difesa, collezionare una serie di prestazioni solide, fargli raccogliere i primi applausi - arrivati allo Stadium durante Juve-Sporting -, e poi fargli risalire il terreno di gioco per posizionarlo nuovamente a centrocampo. E sul ruolo di difensore è intervenuto Van der Sar: «Oggi conta più la posizione del pallone, come puoi creare triangoli e così via. In Olanda usiamo spesso un centrocampista che scende verso i due difensori centrali. Può essere una soluzione per aggiungere più qualità nel sistema di gioco».

Su Spalletti

Poi un passaggio sull’arrivo di Spalletti sulla panchina bianconera: «Non credo sia importante solo per un calciatore. Penso che alla Juventus debbano trovare il giusto tecnico per far crescere il club, c'è bisogno di stabilità perché il continuo cambio in panchina non permette lo sviluppo e questo l’ho vissuto anche io. Credo che Spalletti abbia già dimostrato il suo valore in passato, quindi bisogna dargli una chance e speriamo che il club possa tornare dove merita».

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