Nicola Legrottaglie, è di nuovo in libreria. «Sì, e stavolta ho scritto un libro per bambini. Si intitola “12 in campo”, è sui valori del calcio ed è edito da Giunti, con il supporto di Andrea Mercurio».
Cosa l’ha spinta a scriverlo? «Nelle recenti esperienze ho visto quel che può fare un libro. Cosa può portare alle famiglie. Poi quando ho fatto il corso da allenatore, la tesi che è venuta fuori è stata particolare. L’ho tenuta lì, l’ho proposta a Giunti e dopo anni abbiamo fatto quel che avevamo in testa da tempo».
Ecco: il suo amico Chiellini, in testa, ha un’altra Juventus. «Credo che la Juve abbia bisogno di un’immagine credibile, in questo momento. Giorgio è stato capitano del club, è una persona intelligente, è sempre andato oltre il campo. Poi, certo, anche lui avrà bisogno di tempo: ma se torniamo sui valori, allora considero la scelta della società assolutamente giusta».
E Del Piero? Lo vedrebbe bene in società? «Beh, come si fa a non pensare a lui? Sarebbe un altro punto di riferimento. Alex ha carisma, ha spessore, un valore di livello molto alto. Non a caso è nel mio libro, uno dei dodici giocatori che rappresentano determinati valori: lui è l’immagine della gratitudine».
In quale ruolo lo immagina? «Già l’idea di avere lui, oltre a Chiellini, darebbe un tocco di juventinità importante. Sul ruolo dipenderà dalle dinamiche interne che si verrebbero eventualmente a creare, ma sarebbe un’altra scelta giusta».
