Di Gregorio e Paleari si prendono il derby: già avversari in B, decisivi i miracoli in Juve-Toro

I due portieri sono stati i migliori in campo. L’ex Monza: "La parata su Adams? Mi ha strappato un mezzo sorriso. Questo pareggio ci sta stretto"

TORINO - Alla fine, si chiude tutto con una stretta di mano. Prima ravvicinata, poi a distanza. "Io e Paleari abbiamo giocato contro in Serie B, sono contento per lui anche per le partite precedenti. È sempre stato serio, è un buon portiere e lo ha dimostrato". Firmato, Michele Di Gregorio. I due portieri sono stati i veri protagonisti del derby. Quello granata, decisivo con almeno due interventi complicati; quello bianconero, con quel pugno chiuso sul destro di Adams. Fondamentale. "Mi strappa un sorriso un secondo ma è la vittoria quella che conta, quella che ci fa davvero felici. Ho contato due ripartenze, abbiamo concesso poco ma questo pareggio ci sta stretto", racconta ancora DiGre. Che non sarà in Nazionale in questi giorni. E non nasconde nemmeno il suo dispiacere: "Essere convocato è un motivo d’orgoglio e a cui qualsiasi calciatore aspira. È sempre un sogno, ma non è successo, andrà Caprile. Ci tengo a fargli un in bocca al lupo, deve godersela. Io devo pensare alla Juve, vincere con la Juve e poi se mister Gattuso riterrà opportuno chiamarmi mi troverà sempre". Si vedrà.

Paleari show: Mvp del derby della Mole

Intanto, chi si è fatto trovare pronto è sicuramente Paleari: 33 anni, alle prime esperienze in Serie A, ed esuberante tanto nei modi di fare quanto in quelli di essere. Si sta godendo il momento. Ha tenuto in piedi il Toro nel derby. Cosa volere di più? Magari la certezza di poter avere altre occasioni, da adesso in poi. A prescindere al rientro di Israel. "Era fondamentale portare in campo testa e cuore - le parole dell'Mvp -. Avevo 10 tori davanti a me: sono stati bravissimi, è stata una grande giornata per noi". Una grande giornata che dedicherà alle sue bimbe. "Sono contento, non ho parole, mi assaporerò questa gioia con loro". La sensazione, comunque, è che altri giorni così siano solamente in divenire. Si intuisce dalle parole di Baroni nel post partita, in cui non chiude alla girandola di gerarchie. "Paleari non è un problema, io non seguo gerarchie - la risposta del tecnico -. Israel è un portiere di valore, il fatto che Alberto stia facendo bene se lo è meritato. Per me è un ragazzo che ha grande disponibilità e io cercherò di gestire meglio le risorse. Franco deve entrare dentro per il valore che e ha non per la gerarchia, in una squadra come il Torino tutti devono essere importanti". Politichese. Piuttosto scontato. Che però chiarisce come tutto sia in discussione e come Paleari, nel giro di qualche partita, tutte ottime, sia stato in grado di avanzare una candidatura forte, fortissima. Sarà una sosta sicuramente dolce, la sua.

La delusione di Di Gregorio

Più amara, invece, quella di Di Gregorio. Ha toccato il cielo con un dito al Bernabeu, dov'è stato nuovamente il migliore in campo contro il Real Madrid. Ma sa di avere davanti giorni in cui l'aria sarà più pesante, e rimuginare si farà l'unica cosa che conta. "Abbiamo avuto davvero poco tempo perché abbiamo giocato ogni tre giorni. Il mister è molto diretto e a noi portieri chiede di essere più partecipi. Almeno ora potremo lavorare meglio", ha spiegato ancora il bianconero. Che non riesce comunque a staccarsi dalla sensazione di essere a metà: da una parte c'è una crescita evidente delle sue prestazioni - nonostante i mugugni post Sporting Lisbona -, dall'altra c'è una squadra che invece si è fermata alle buone intenzioni. Persino a quelle generate dal cambio in panchina, dalla voglia extra di Spalletti di lasciare il segno. Se l'hanno fatto i due estremi difensori, ecco, c'è un problema alla base: qualcosa si è inceppato. E più nella Juve, e meno nel Torino.

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus