Vlahovic e David, solo uno. Openda determinante
Con la prospettiva della conferma della linea a tre, le novità sostanziali riguarderebbero l’attacco: Yildiz agirebbe dietro due punte che verosimilmente sarebbero Vlahovic e Openda. Su David, infatti, non è sfuggita una considerazione dell’allenatore al fischio finale del derby: «Dentro l’area di rigore David è molto bravo, poi Vlahovic aveva un problemino alla schiena. Cominciava, però, a essere stremato. La sua è una presenza fisica che poteva dare fastidio, ma David è un calciatore da quei minuti lì, quando li abbiamo chiusi dentro l’area e non siamo stati bravi a trovare lo spunto».
Cosa può nascondersi dietro a questo pensiero? L’idea che Vlahovic e David non possano convivere insieme in campo, almeno non dall’inizio. Uno parte, l’altro assalta. In coppia, però, potrebbero pestarsi i piedi. Ed ecco che l’utilizzo di Openda diventa determinante nei pensieri di Spalletti, a patto che non sia il giocatore visto fino a questo momento. La Juve vuole metterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio, ma anche il belga ha il dovere di reagire. Di scrollarsi di dosso la pressione dei primi due mesi in salita. A Torino il tempo è poco per tutti. Nel cambio di allenatore Openda ha trovato pane per i suoi denti: il mister lo stima ed è convinto di poter tirare fuori il meglio da lui. A Lipsia e non solo ha saputo fare gol a grappoli. Ed è un mestiere che non si può dimenticare in pochi mesi: non segna dall’11 aprile, ma il tempo per fare inversione a u non gli manca.
