TORINO - Tempo, rientri dall’infermeria, e un filo di consapevolezza in più, dopo i primi 10 giorni di adattamento: Spalletti, ora, avrà a disposizione tutti gli ingredienti per poter iniziare a plasmare davvero la sua Juventus. Sì, perché da quando ha messo piede per la prima volta alla Continassa, il tecnico ha avuto a disposizione giusto una manciata di sedute di allenamento. Quattro, per l’esattezza, in virtù dei tre impegni ravvicinati tra campionato e Champions con Cremonese, Sporting e Torino. Troppe poche, per poter stravolgere l’assetto tattico tipo dei bianconeri - abituati dallo scorso marzo al 3-4-2-1 di Tudor - e passare al 4-3-3 tipicamente spallettiano. La sosta, insomma, cade al momento giusto. Soprattutto perché l’ex ct non dovrà rinunciare a nessuno degli interpreti difensivi, ad eccezione di Bremer, ancora alle prese con l’iter di recupero per la lesione al menisco.
Spalletti a lavoro per sistemare la difesa
Nessuno tra Rugani, Kalulu, Gatti - e se vogliamo Koopmeiners, dirottato in questi primi impegni da braccetto sinistro - ha ricevuto la convocazione nelle rispettive nazionali. Un’occasione da sfruttare, per concentrare una parte consistente del lavoro sull’organizzazione difensiva, visti i tanti gol subiti da inizio campionato. Del resto, se c’è una caratteristica che accomuna tutte le squadre allenate in carriera da Spalletti, quella è proprio la permeabilità del reparto arretrato. Basti pensare all’anno dello scudetto con il Napoli (gli azzurri chiusero con 28 gol subiti e il titolo di miglior difesa), o al primo della sua gestione campana (anche in quel caso, la miglior difesa della Serie A), fi no ad arrivare all’ultimo anno all’Inter nella stagione 2018/2019 (seconda miglior difesa con 33 gol subiti, giusto 3 in più della Juventus di Allegri).
Juve, più soluzioni con Kelly e Cabal
I rientri di Kelly e Cabal - che poco a poco rincominceranno ad aumentare i carichi per rientrare in gruppo in vista del match con la Fiorentina - offriranno poi al tecnico più soluzioni tattiche. Anche perché il colombiano può agire sia da centrale, sia da terzino. Il passaggio alla difesa a 4, sulla carta, permetterebbe di rimpolpare con un interprete in più un centrocampo che, nell’ultimo periodo, ha faticato nella costruzione della manovra. In questo senso, si è rivelato azzeccato l’esperimento di Koopmeiners nella linea a tre: una sorta di regista difensivo, utile per proporre un’uscita di palla più pulita e che non dipenda esclusivamente dagli spunti di Locatelli.
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